Il balcone del Melantrich e l'Hotel Evropa

Why is it significant?

Fermati in mezzo al viale e guarda il palazzo al numero 36, con il suo balcone affacciato sulla piazza: niente di speciale, a prima vista.

Key Facts

PlaceIl balcone del Melantrich e l'Hotel Evropa
AddressVáclavské nám. 36, 110 00 Praha 1, Czechia
Geo Coordinates50.08200, 14.42670
Part of WalkPraga, Piazza Venceslao e la Città Nuova: la passeggiata delle rivoluzioni
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Fermati in mezzo al viale e guarda il palazzo al numero 36, con il suo balcone affacciato sulla piazza: niente di speciale, a prima vista. Poi girati verso il lato opposto e cerca la facciata più sfacciata di tutta Piazza Venceslao, con stucchi dorati, figure femminili e vetrate liberty: è l'Hotel Evropa.

Cominciamo dall'albergo. Fu ricostruito nei primi anni del Novecento, in pieno Art Nouveau, quando questo viale diventava la vetrina della Praga moderna, con banche, grandi magazzini e caffè. Cambiò nome più di una volta, e quello di Evropa lo ricevette solo nel dopoguerra. Per decenni il suo caffè, con gli specchi e i lampadari d'epoca, fu per molti praghesi l'unico posto dove sentirsi, per un'ora, dentro la Belle Époque e non dentro il socialismo reale.

Ora il balcone. Nel novembre 1989 il palazzo apparteneva alla casa editrice Melantrich, che stampava Svobodné slovo, il quotidiano di un piccolo partito alleato del regime... e che in quei giorni scelse di cambiare parte. Mise il balcone a disposizione del Forum Civico, il movimento appena nato attorno a Václav Havel, e ogni pomeriggio la piazza sottostante si riempiva fino all'orlo: centinaia di migliaia di persone, nel freddo, ad ascoltare.

La sera del 24 novembre su quel balcone comparve un uomo che Praga non vedeva in pubblico da vent'anni: Alexander Dubček, il volto della Primavera del 1968. La folla lo accolse con un boato, e poi fece il gesto che è rimasto il simbolo della rivoluzione: agitò i mazzi di chiavi. Migliaia di chiavi tintinnanti, come una campanella che dice ai dirigenti: è ora di chiudere, potete andare. Quella stessa sera l'intera direzione del partito comunista rassegnò le dimissioni.

Pensaci: da un balcone qualunque, con dei microfoni e dei mazzi di chiavi, finì in poche settimane un regime durato più di quarant'anni. Ora, sullo stesso lato del numero 36, cerca l'ingresso dei passaggi coperti e lasciati inghiottire dalla galleria: porta al Palazzo Lucerna, e dentro c'è un altro cavallo, molto meno solenne di quello del santo.

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