Sinagoga Vecchia-Nuova: la soffitta del Golem

Why is it significant?

Ecco la Staronová synagoga, la Sinagoga Vecchia-Nuova: un blocco gotico basso, un po' più in giù rispetto al livello della strada, con un frontone di mattoni a gradini che sale come una scala verso il cielo. Ha più di settecento anni ed è la più antica sinagoga d'Europa in cui si prega ancora.

Key Facts

PlaceSinagoga Vecchia-Nuova: la soffitta del Golem
AddressČervená 2, 110 00 Praha 1-Josefov, Czechia
Geo Coordinates50.09000, 14.41860
Part of WalkPraga, Città Vecchia e Ghetto: eretici, orologi, Mozart e il Golem
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Ecco la Staronová synagoga, la Sinagoga Vecchia-Nuova: un blocco gotico basso, un po' più in giù rispetto al livello della strada, con un frontone di mattoni a gradini che sale come una scala verso il cielo. Ha più di settecento anni ed è la più antica sinagoga d'Europa in cui si prega ancora.

Il nome è già un piccolo enigma. Si chiama Vecchia-Nuova perché, quando fu costruita intorno al 1270, era la sinagoga nuova; poi ne sorsero altre e diventò la vecchia. Ma c'è una spiegazione più poetica: in ebraico al tnai, cioè a condizione, suona simile ad altneu, il suo nome tedesco. E la leggenda dice che le pietre delle fondamenta furono portate dagli angeli dal Tempio di Gerusalemme, a condizione di restituirle quando il Tempio sarà ricostruito.

E poi c'è lui. La leggenda racconta che il rabbino Loew, per proteggere il ghetto dalle persecuzioni, plasmò un gigante con l'argilla della Moldava e lo animò mettendogli in bocca un foglietto con il nome di Dio. Il Golem lavorava, sorvegliava, difendeva. Ma un venerdì sera il rabbino dimenticò di togliergli il foglietto prima dello Shabbat, e il gigante impazzì, devastando il quartiere. Loew lo fermò, gli tolse la vita e ne portò i resti nella soffitta di questa sinagoga. Guarda il muro esterno: quei pioli di ferro che salgono verso una porticina in alto non sembrano portare da nessuna parte... o forse sì.

Negli anni Venti il giornalista praghese Egon Erwin Kisch salì lassù per verificare, e raccontò di aver trovato soltanto polvere e travi. Ma la leggenda è più forte dei giornalisti. Messa per iscritto solo nell'Ottocento, ha conquistato i romanzi di Gustav Meyrink, il cinema, l'immaginario di mezzo mondo. E viene da pensarci quando si scopre che la parola robot, per creature artificiali che finiscono per ribellarsi, è nata proprio a Praga, nel 1920, in un dramma di Karel Čapek.

Prima di andare, girati verso il palazzo rosa con la torretta: è il Municipio ebraico. Sotto il normale quadrante ce n'è un secondo, con le lettere ebraiche al posto dei numeri. E siccome l'ebraico si legge da destra a sinistra, le sue lancette girano al contrario. Ora scendi lungo Maiselova verso sud, oltre l'incrocio con Široká: un po' arretrata rispetto alla strada c'è la sinagoga di un uomo che prestava denaro all'imperatore.

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