Rudolfinum e piazza Jan Palach: musica e memoria

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Eccolo, con la facciata rivolta alla Moldava e al Castello dall'altra parte del fiume: il Rudolfinum. Colonne, balaustre, scalinate, e sul tetto una fila di statue di compositori che sembrano lì apposta per controllare se l'orchestra, dentro, suona intonata.

Key Facts

PlaceRudolfinum e piazza Jan Palach: musica e memoria
AddressAlšovo nábř. 79/12, 110 00 Praha 1-Josefov, Czechia
Geo Coordinates50.08990, 14.41550
Part of WalkPraga, Città Vecchia e Ghetto: eretici, orologi, Mozart e il Golem
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Eccolo, con la facciata rivolta alla Moldava e al Castello dall'altra parte del fiume: il Rudolfinum. Colonne, balaustre, scalinate, e sul tetto una fila di statue di compositori che sembrano lì apposta per controllare se l'orchestra, dentro, suona intonata.

Fu costruito tra il 1876 e il 1885 dagli architetti Josef Zítek e Josef Schulz, e porta il nome dell'arciduca Rodolfo, l'erede al trono d'Asburgo che morirà poi a Mayerling. Era pensato come una casa delle arti, con sale da concerto e gallerie sotto lo stesso tetto. Il 4 gennaio 1896, nella grande sala che oggi porta il suo nome, Antonín Dvořák diresse il primo concerto della Filarmonica Ceca. E dopo il 1918, per una ventina d'anni, qui si riunì il parlamento della giovane Cecoslovacchia.

Poi arrivarono gli anni bui, e da quegli anni nasce una storia che lo scrittore praghese Jiří Weil trasformò in un romanzo, Mendelssohn è sul tetto. Agli operai viene ordinato di togliere dalla balaustra la statua di Mendelssohn, compositore di origine ebraica. Ma nessuno sa quale sia. Allora decidono di cercare quella con il naso più grande... e per poco non buttano giù Richard Wagner.

È satira amara, ma dietro c'è una verità: in quegli anni dalla vita di Praga si cancellava tutto ciò che era ebraico, prima i nomi, poi le persone. Ed è proprio verso il quartiere ebraico che stai per andare. Prima, però, guarda la piazza su cui ti trovi: porta il nome di Jan Palach, lo studente di filosofia che nel gennaio 1969 si diede fuoco in piazza Venceslao per protestare contro l'occupazione sovietica. La sua facoltà è proprio l'edificio qui accanto.

Dopo la Rivoluzione di velluto il Rudolfinum è tornato a essere ciò per cui era nato, la casa della Filarmonica Ceca, con un'acustica tra le più amate d'Europa. Se vedi passare qualcuno con la custodia di un violoncello sulle spalle, sai dove sta andando. Ora lasciati il fiume alle spalle, imbocca la via 17. listopadu e poi gira nella via Široká: dietro un muro grigio cominceranno a spuntare le lapidi del vecchio cimitero.

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