Sinagoga Pinkas e Antico cimitero ebraico
Why is it significant?
Sei in via Široká, davanti a un muro grigio. Dietro, appena visibili, si accalcano lapidi inclinate, storte, appoggiate l'una all'altra come denti in una bocca troppo piccola. Accanto c'è una sinagoga dalla facciata sobria, quasi timida. Respira piano: questo è uno dei luoghi più intensi d'Europa.
Key Facts
| Place | Sinagoga Pinkas e Antico cimitero ebraico |
|---|---|
| Address | Široká 3, 110 00 Praha 1-Josefov, Czechia |
| Geo Coordinates | 50.08930, 14.41700 |
| Part of Walk | Praga, Città Vecchia e Ghetto: eretici, orologi, Mozart e il Golem |
| Generated | Generated |
Sei in via Široká, davanti a un muro grigio. Dietro, appena visibili, si accalcano lapidi inclinate, storte, appoggiate l'una all'altra come denti in una bocca troppo piccola. Accanto c'è una sinagoga dalla facciata sobria, quasi timida. Respira piano: questo è uno dei luoghi più intensi d'Europa.
La Sinagoga Pinkas fu costruita nel 1535 dalla famiglia Horowitz. Oggi non è più un luogo di preghiera ma un memoriale. Sulle pareti interne sono scritti a mano, uno per uno, i nomi di 77.297 ebrei di Boemia e Moravia uccisi nella Shoah, con la data di nascita e l'ultima data conosciuta della loro vita. Al piano superiore sono esposti i disegni dei bambini rinchiusi nel ghetto di Terezín, nati durante le lezioni clandestine della pittrice Friedl Dicker-Brandeis. Lei e la maggior parte di quei bambini non tornarono.
Dopo l'invasione sovietica del 1968 il regime chiuse la sinagoga, ufficialmente per problemi di umidità, e lasciò che i nomi si sbiadissero sui muri. Furono riscritti da capo solo negli anni Novanta, dopo la caduta del comunismo. Anche la memoria, a Praga, ha dovuto aspettare il suo turno.
Dietro la sinagoga si apre l'Antico cimitero ebraico. Fu usato dalla prima metà del Quattrocento fino al 1787, e lo spazio non bastò mai: il ghetto non poteva allargarsi e la tradizione ebraica non permette di spostare i defunti. Così si aggiungeva terra e si seppelliva sopra, strato dopo strato, rialzando le vecchie lapidi. Si dice che in certi punti gli strati siano fino a dodici. Le pietre visibili sono circa dodicimila, e la più antica, quella del poeta Avigdor Kara, è del 1439.
Tra quelle pietre riposa anche il rabbino Judah Loew ben Bezalel, il Maharal, morto nel 1609: grande studioso, filosofo, maestro... e, secondo la leggenda, creatore del Golem. Sulla sua tomba i visitatori lasciano sassolini e bigliettini con un desiderio. Ora prosegui lungo Široká, gira a sinistra in Maiselova e cerca un edificio basso con un frontone di mattoni a gradini: è la casa del Golem.