Sinagoga spagnola e statua di Kafka
Why is it significant?
Prima la statua: un uomo piccolo, col cappello, seduto a cavalcioni sulle spalle di un abito vuoto, una giacca senza testa che cammina da sola. È Franz Kafka, nella scultura di Jaroslav Róna inaugurata nel 2003 e ispirata a un suo racconto giovanile, Descrizione di una battaglia.
Key Facts
| Place | Sinagoga spagnola e statua di Kafka |
|---|---|
| Address | Vězeňská 1, 110 00 Praha 1-Josefov, Czechia |
| Geo Coordinates | 50.09040, 14.42080 |
| Part of Walk | Praga, Città Vecchia e Ghetto: eretici, orologi, Mozart e il Golem |
| Generated | Generated |
Prima la statua: un uomo piccolo, col cappello, seduto a cavalcioni sulle spalle di un abito vuoto, una giacca senza testa che cammina da sola. È Franz Kafka, nella scultura di Jaroslav Róna inaugurata nel 2003 e ispirata a un suo racconto giovanile, Descrizione di una battaglia. Dietro di lui, una sinagoga che sembra arrivata direttamente dall'Alhambra.
Kafka nacque nel 1883 a due passi da qui, all'angolo della piazza della Città Vecchia, e passò quasi tutta la vita in un raggio di poche strade. Scriveva in tedesco, era ebreo, viveva in una città ceca dell'impero austriaco: tre identità, e in nessuna si sentiva del tutto a casa. In una lettera giovanile scrisse che Praga non ti lascia andare, che questa piccola madre ha gli artigli. E infatti lui da Praga non se ne andò quasi mai.
Ora la Sinagoga spagnola. Fu costruita nel 1868 sul luogo della più antica casa di preghiera del quartiere, la Scuola Vecchia. Il nome viene dallo stile moresco, che richiama la Spagna islamica: dentro, pareti e cupola sono coperte di arabeschi dorati, verdi e rossi, senza un centimetro libero. Era la sinagoga del rito riformato, con l'organo e il coro, frequentata dalla borghesia ebraica che voleva essere fedele alla tradizione e moderna allo stesso tempo.
E c'è un dettaglio da quiz: František Škroup, il compositore di Kde domov můj, la canzone del Teatro degli Stati diventata inno nazionale, fu per alcuni anni organista della comunità che pregava proprio in questo luogo, nella sinagoga che c'era prima. L'inno dei cechi, scritto da un uomo che suonava l'organo in sinagoga: Praga ama queste sorprese.
Le tre sorelle di Kafka, Elli, Valli e Ottla, furono deportate e uccise nella Shoah. Lui era morto di tubercolosi nel 1924 e non lo seppe mai. Restano i suoi libri, che aveva chiesto all'amico Max Brod di bruciare, e che Brod, per fortuna di tutti noi, non bruciò. Ora l'ultimo tratto: segui Dušní verso nord, poi la via U Milosrdných, fino a un complesso di pietra chiara vicino all'ansa del fiume. Lì ti aspetta una principessa.