Il Muro della Fame
Why is it significant?
Davanti a te corre un muro di pietra grigia, merlato, alto qualche metro, che segue la cresta della collina e sparisce tra gli alberi in entrambe le direzioni. Sembra la scenografia di un film in costume, e invece è autentico, e ha più di sei secoli e mezzo. È la Hladová zeď, il Muro della Fame.
Key Facts
| Place | Il Muro della Fame |
|---|---|
| Address | Petřínské sady, 118 00 Praha 1, Czechia |
| Geo Coordinates | 50.08190, 14.39460 |
| Part of Walk | Praga segreta: la collina di Petřín, Strahov e la Santa Casa di Loreto |
| Generated | Generated |
Davanti a te corre un muro di pietra grigia, merlato, alto qualche metro, che segue la cresta della collina e sparisce tra gli alberi in entrambe le direzioni. Sembra la scenografia di un film in costume, e invece è autentico, e ha più di sei secoli e mezzo. È la Hladová zeď, il Muro della Fame.
Lo fece costruire Carlo IV tra il 1360 e il 1362, come parte delle nuove fortificazioni di Malá Strana. Parte giù in basso, da Újezd, sale lungo il fianco della collina fino alla cresta e poi corre verso nord, fino al monastero di Strahov, per circa un chilometro e duecento metri. Era la difesa di Praga sul lato sud-occidentale, quello da cui il Castello era più esposto.
Ma la sua fama viene da una leggenda. Si racconta che in quegli anni Praga fosse colpita da una carestia, e che Carlo IV, invece di distribuire elemosine, abbia dato ai poveri un lavoro: costruire il muro, in cambio di pane per sé e per le loro famiglie. Un re saggio, che sfama la città e intanto la fortifica. Da lì il nome, Muro della Fame.
Gli storici sono più prudenti. Le prove di una grande carestia proprio in quegli anni sono scarse, e il muro nasce prima di tutto come opera militare, dentro il gigantesco programma edilizio di Carlo: la Città Nuova, il ponte di pietra sulla Moldava, l'università, il castello di Karlštejn. Il nome compare molto più tardi. Ma a Praga, si sa, una bella leggenda vince quasi sempre sulle carte d'archivio, e i praghesi non hanno alcuna intenzione di rinunciarci.
Passa la mano sulla pietra: è la stessa opuka chiara cavata da questa collina, e i merli che vedi sono in gran parte frutto di restauri, ma la linea del muro è ancora quella del Trecento. Ora segui il muro verso nord: dopo poche centinaia di metri, tra le chiome degli alberi, sbuca una torre di ferro che ti sembrerà stranamente familiare.