Jardin des Tuileries: il palazzo di Caterina de' Medici

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Entra nel giardino e lascia che la ghiaia scricchioli sotto le scarpe, tra le aiuole, le statue e le sedie di metallo verdi spostate dai parigini dove preferiscono. Ora voltati verso il Louvre: tra i due lunghi bracci del museo c'è un vuoto, un grande spazio aperto.

Key Facts

PlaceJardin des Tuileries: il palazzo di Caterina de' Medici
AddressJardin des Tuileries, Rue de Rivoli, 75001 Paris, France
Geo Coordinates48.86300, 2.32900
Part of WalkParigi italiana: la Gioconda, Mazzarino e il caffè di un siciliano
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Entra nel giardino e lascia che la ghiaia scricchioli sotto le scarpe, tra le aiuole, le statue e le sedie di metallo verdi spostate dai parigini dove preferiscono. Ora voltati verso il Louvre: tra i due lunghi bracci del museo c'è un vuoto, un grande spazio aperto. Lì sorgeva un palazzo, e a volerlo fu una fiorentina.

Nel 1564 Caterina de' Medici, vedova di Enrico II, morto per una ferita in un torneo, decise di costruirsi una residenza tutta sua, fuori dalle mura, su un terreno dove si cuocevano tegole: le tuileries. Affidò il palazzo all'architetto Philibert Delorme e davanti fece disegnare un giardino all'italiana, con viali, fontane e perfino una grotta di ceramiche smaltate affidata al vasaio Bernard Palissy.

Poi, all'improvviso, Caterina fermò tutto. La leggenda racconta che un astrologo le avesse predetto che sarebbe morta vicino a Saint-Germain, e le Tuileries stavano nella parrocchia di Saint-Germain-l'Auxerrois. Così la regina si trasferì altrove. Morì nel 1589 a Blois, e si dice che al suo capezzale ci fosse un confessore di nome... Julien de Saint-Germain.

Il palazzo, completato da altri, divenne il cuore del potere. Qui fu riportato a forza Luigi XVI nel 1789, qui la folla irruppe il 10 agosto 1792, qui vissero Napoleone e poi Napoleone III. Nel maggio del 1871, negli ultimi giorni della Comune, gli insorti gli diedero fuoco e bruciò per giorni. Le rovine restarono in piedi per dodici anni, fino al 1883. E una parte delle pietre finì in Corsica, vicino ad Ajaccio, per costruire il castello della Punta.

Il giardino invece è sopravvissuto. Nel 1664 André Le Nôtre lo ridisegnò alla francese, con la grande prospettiva che hai appena visto. E si racconta che fu Charles Perrault, quello delle fiabe, a convincere Colbert a lasciarlo aperto al popolo. Ora esci a nord su rue de Rivoli e vai verso destra, fino al teatro con le colonne in place Colette.

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