La Piramide e la Gioconda rubata
Why is it significant?
Ecco la piramide di vetro che riflette le nuvole, con le sue sorelle più piccole intorno e le fontane triangolari.
Key Facts
| Place | La Piramide e la Gioconda rubata |
|---|---|
| Address | Cour Napoléon, Musée du Louvre, 75001 Paris, France |
| Geo Coordinates | 48.86100, 2.33580 |
| Part of Walk | Parigi italiana: la Gioconda, Mazzarino e il caffè di un siciliano |
| Generated | Generated |
Ecco la piramide di vetro che riflette le nuvole, con le sue sorelle più piccole intorno e le fontane triangolari. Poco più in là, un cavaliere di piombo su un cavallo impennato: è la copia della statua di Luigi XIV del Bernini, piazzata qui dall'architetto della piramide in persona, Ieoh Ming Pei, perché segnasse il grande asse che corre fino all'Arco di Trionfo.
Quando fu progettata, negli anni Ottanta, mezza Parigi la odiava. Una leggenda dice che le lastre di vetro siano 666, il numero della bestia. In realtà sono più di seicentosettanta... ma la leggenda è sopravvissuta a tutte le smentite. Oggi è il simbolo stesso del museo, e sotto di lei passano milioni di persone che quasi sempre cercano la stessa signora.
La Gioconda è lì, a pochi passi, nell'ala Denon, quella verso la Senna. E no, non l'ha rubata Napoleone, come tanti italiani credono. Fu Leonardo stesso a portarla in Francia, attraversando le Alpi nel 1516, quando Francesco I lo invitò ad Amboise. Alla sua morte, nel 1519, il quadro passò alla corona francese. Da allora è francese... con una sola parentesi.
Lunedì 21 agosto 1911, giorno di chiusura. Vincenzo Peruggia, vetraio nato a Dumenza, vicino a Varese, che aveva lavorato al Louvre proprio montando le teche di vetro, esce dal museo con la Gioconda nascosta sotto il camice. Per più di due anni il quadro resta in una stanzetta di Parigi. Al Louvre la gente fa la fila per guardare il muro vuoto con i quattro ganci. Il poeta Apollinaire viene arrestato, Picasso interrogato.
Nel dicembre del 1913 Peruggia la porta a Firenze e la offre all'antiquario Alfredo Geri, che chiama il direttore degli Uffizi. Arrestato in albergo, dichiara di averla voluta riportare in Italia. La Gioconda viene esposta a Firenze, Roma e Milano prima di tornare a Parigi all'inizio del 1914... più famosa di prima, anche grazie al furto. Ora cammina verso ovest, verso il piccolo arco rosa e bianco.