Cour Carrée del Louvre: il no a Bernini

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Mettiti al centro del cortile, accanto alla fontana, e gira lentamente su te stesso. Quattro facciate color miele chiudono un quadrato perfetto, finestre, colonne e frontoni scolpiti che si rispondono da un lato all'altro.

Key Facts

PlaceCour Carrée del Louvre: il no a Bernini
AddressCour Carrée, Musée du Louvre, Rue de Rivoli, 75001 Paris, France
Geo Coordinates48.86040, 2.33850
Part of WalkParigi italiana: la Gioconda, Mazzarino e il caffè di un siciliano
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Mettiti al centro del cortile, accanto alla fontana, e gira lentamente su te stesso. Quattro facciate color miele chiudono un quadrato perfetto, finestre, colonne e frontoni scolpiti che si rispondono da un lato all'altro. Fuori c'è il traffico di rue de Rivoli, qui dentro sembra di stare in un orologio di pietra.

L'angolo più antico è quello a sud-ovest, cominciato nel 1546 da Pierre Lescot con le sculture di Jean Goujon, per Francesco I. E Francesco I era malato d'Italia: aveva chiamato in Francia Leonardo, ospitato Benvenuto Cellini, affidato Fontainebleau a Rosso Fiorentino e al Primaticcio. Il Rinascimento francese, in pratica, impara a parlare in italiano. E sotto i tuoi piedi ci sono ancora le fondamenta della fortezza medievale di Filippo Augusto, che puoi vedere dentro il museo.

Nel 1665 il giovane Luigi XIV vuole per il Louvre una facciata che faccia tremare l'Europa, e il suo ministro Colbert invita l'architetto più famoso del mondo: Gian Lorenzo Bernini. Bernini ha sessantasei anni, parte da Roma e attraversa la Francia accolto come un principe. A Parigi resta da giugno a ottobre, posa la prima pietra del suo progetto e scolpisce un busto in marmo del re che oggi è a Versailles.

Poi qualcosa si inceppa. I francesi trovano il progetto troppo romano, troppo teatrale, poco pratico; Colbert lo tormenta con obiezioni su cucine, scale e alloggi. Bernini torna a Roma, e il suo Louvre resta sulla carta. Al suo posto, dal 1667, sorge il colonnato orientale di Perrault, Le Vau e Le Brun, che hai appena attraversato. Il paradosso è delizioso: il manifesto del classicismo francese è nato da un no detto a un italiano.

E Bernini si prese una piccola rivincita postuma. Il re non amò nemmeno la statua equestre che lo scultore gli mandò anni dopo, e la fece trasformare in un eroe romano. Ma una copia in piombo di quella statua oggi sta proprio accanto alla piramide di vetro. Passa sotto il padiglione dell'Orologio, a ovest, e vai a salutarla.

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