Grand Palais: la grande navata di vetro
Why is it significant?
Fermati davanti alla lunga facciata di pietra con il colonnato e i mosaici, e poi alza lo sguardo: sopra, una navata di ferro e vetro grande come una stazione, verde chiaro, e agli angoli due quadrighe di bronzo che sembrano lanciarsi nel vuoto.
Key Facts
| Place | Grand Palais: la grande navata di vetro |
|---|---|
| Address | Avenue Winston Churchill, 75008 Paris, France |
| Geo Coordinates | 48.86620, 2.31220 |
| Part of Walk | Parigi monumentale: dalla Torre Eiffel alla tomba di Napoleone |
| Generated | Generated |
Fermati davanti alla lunga facciata di pietra con il colonnato e i mosaici, e poi alza lo sguardo: sopra, una navata di ferro e vetro grande come una stazione, verde chiaro, e agli angoli due quadrighe di bronzo che sembrano lanciarsi nel vuoto. È il Grand Palais, e l'ultima tappa della nostra passeggiata.
Fu costruito tra il 1897 e il 1900 per la stessa Esposizione universale del ponte che hai appena attraversato, al posto di un vecchio palazzo dell'Industria. Ci lavorarono tre architetti diversi, Henri Deglane, Albert Louvet e Albert Thomas, ciascuno con la sua parte, e si vede: fuori la pietra accademica, dentro la leggerezza del ferro. La sua navata è tra le più grandi coperture di vetro d'Europa.
Da allora qui è passato di tutto: i Salon di pittura, i concorsi ippici, i saloni dell'automobile, e durante la Prima guerra mondiale perfino un ospedale militare. Più tardi le sfilate di alta moda, con scenografie impossibili sotto la volta di vetro. Parigi, quando vuole mostrarsi, viene qui.
Quel verde chiaro della struttura, tra l'altro, è il colore originale del 1900, il verde reseda, ritrovato durante i restauri. Dopo un lungo cantiere il palazzo ha riaperto per i Giochi olimpici del 2024, con le gare di scherma e di taekwondo. E qui c'è un ultimo regalo per un italiano: proprio sotto questa volta, nell'estate del 2024, la squadra femminile di spada dell'Italia vinse l'oro olimpico battendo in finale la Francia, davanti al pubblico di casa. Un'altra piccola vittoria italiana a Parigi, dopo quelle di Mazzarino e di Lully.
Pensa al percorso che hai fatto: il palazzo dei diritti umani, la torre che nessuno voleva, il campo di Marte che si chiama come quello di Roma, la scuola di un cadetto còrso, una strada dedicata a Magenta, la tomba disegnata da un architetto romano e il Pensatore che era Dante. Parigi monumentale, ma con un accento italiano. Gli Champs-Élysées sono a pochi passi: la passeggiata finisce qui, la città continua.