Dôme des Invalides: la tomba di Napoleone
Why is it significant?
Alza gli occhi sulla cupola: oro su piombo scuro, una lanterna in cima, la guglia che sale verso il cielo. Jules Hardouin-Mansart la costruì per Luigi XIV a partire dal 1677 come cappella reale, e nel 1989, per il bicentenario della Rivoluzione, è stata ridorata da capo.
Key Facts
| Place | Dôme des Invalides: la tomba di Napoleone |
|---|---|
| Address | Place Vauban, 75007 Paris, France |
| Geo Coordinates | 48.85500, 2.31250 |
| Part of Walk | Parigi monumentale: dalla Torre Eiffel alla tomba di Napoleone |
| Generated | Generated |
Alza gli occhi sulla cupola: oro su piombo scuro, una lanterna in cima, la guglia che sale verso il cielo. Jules Hardouin-Mansart la costruì per Luigi XIV a partire dal 1677 come cappella reale, e nel 1989, per il bicentenario della Rivoluzione, è stata ridorata da capo. Nelle giornate di sole brilla fino a chilometri di distanza.
Ma il re che oggi dorme qui sotto non è un Borbone. È il ragazzo dell'École Militaire, Napoleone. E qui vale la pena ricordare da dove veniva: i Buonaparte erano una famiglia di origine toscana, legata a San Miniato e poi a Sarzana, in Lunigiana, passata in Corsica secoli prima della sua nascita. Il cognome che i francesi hanno reso Bonaparte, all'inizio, si scriveva con la u.
Napoleone morì in esilio a Sant'Elena il 5 maggio 1821. Nel 1840 il re Luigi Filippo ottenne dagli inglesi di riportarlo in Francia, e il 15 dicembre, in un freddo terribile, il corteo funebre attraversò Parigi davanti a centinaia di migliaia di persone. Il testamento era stato chiaro: voleva riposare sulle rive della Senna, in mezzo a quel popolo francese che aveva tanto amato. La frase è incisa sopra l'ingresso della cripta.
E qui c'è la sorpresa per noi: la cripta l'ha progettata Louis Visconti, architetto nato a Roma nel 1791, figlio dell'archeologo Ennio Quirino Visconti, che aveva curato le antichità dei musei vaticani prima di trasferirsi a Parigi. Dentro, un grande sarcofago di quarzite rossa su una base di granito verde, circondato da dodici statue di Vittorie. Lo guardi dall'alto, da una balaustra circolare, oppure scendi e devi alzare la testa: lui resta sempre sopra di te.
Vicino a lui riposano due fratelli, Giuseppe e Girolamo. E dal 1940 anche suo figlio, il Re di Roma, il bambino del palazzo mai costruito al Trocadéro: le sue ceneri arrivarono da Vienna per ordine di Hitler. Ora esci e prendi a destra il boulevard des Invalides, fino a rue de Varenne e al giardino delle sculture.