BnF Richelieu: la Galleria Mazzarino

Why is it significant?

Entra nel cortile della Biblioteca nazionale di Francia, sito Richelieu: mattoni rosa, pietra chiara, tetti di ardesia. Dopo più di dieci anni di lavori, nel 2022 ha riaperto al pubblico, con la sua sala ovale di lettura piena di luce.

Key Facts

PlaceBnF Richelieu: la Galleria Mazzarino
Address58 Rue de Richelieu, 75002 Paris, France
Geo Coordinates48.86730, 2.33850
Part of WalkParigi italiana: la Gioconda, Mazzarino e il caffè di un siciliano
GeneratedGenerated

Open the walk

Entra nel cortile della Biblioteca nazionale di Francia, sito Richelieu: mattoni rosa, pietra chiara, tetti di ardesia. Dopo più di dieci anni di lavori, nel 2022 ha riaperto al pubblico, con la sua sala ovale di lettura piena di luce. La via si chiama rue de Richelieu, in onore del vecchio cardinale, il maestro. Ma prima di essere una biblioteca, queste mura erano casa del suo allievo, un uomo solo e ricchissimo.

È il palazzo di Giulio Mazzarino. Il cardinale lo comprò e lo fece ingrandire da François Mansart, e qui accumulò una delle più grandi collezioni d'arte del suo secolo: dipinti, statue antiche, arazzi, gioielli, libri. Era un collezionista insaziabile, e i suoi agenti battevano l'Italia in cerca di quadri da mandare a Parigi.

Il cuore del palazzo è la Galleria Mazzarino, al primo piano. La volta fu affrescata verso il 1646 da Giovanni Francesco Romanelli, pittore di Viterbo e allievo di Pietro da Cortona, con le storie delle Metamorfosi di Ovidio. Il barocco romano, trapiantato in pieno Parigi. E Mazzarino portò anche la musica: nel 1647 fece rappresentare al Palais-Royal l'Orfeo di Luigi Rossi, una delle prime opere italiane mai viste dai francesi, con le macchine sceniche di Giacomo Torelli, nato a Fano, capace di cambiare una scena intera sotto gli occhi del pubblico in pochi secondi.

C'è una scena che un suo contemporaneo racconta nelle memorie. Poco prima di morire, nel 1661, il cardinale malato si trascinava in vestaglia per la galleria, si fermava davanti a ogni quadro e sospirava che avrebbe dovuto lasciare tutto questo. L'uomo più potente di Francia, che dice addio ai suoi dipinti come a degli amici.

Dopo la sua morte il palazzo fu diviso, e dal Settecento ci si installò la Biblioteca del re, diventata poi nazionale. Qui si conservano manoscritti, monete, medaglie, e la grande sala di lettura costruita da Henri Labrouste nell'Ottocento. Ora esci e prendi rue des Petits-Champs verso est, fino alla piazza rotonda dove il Re Sole va a cavallo.

Nearby stories