Arènes de Lutèce: l'anfiteatro dei parigini romani

Why is it significant?

Passa sotto l'arco tra i palazzi di rue Monge e all'improvviso ti si apre davanti un'arena: gradinate di pietra a ferro di cavallo, una spianata di sabbia, alberi tutto intorno. Probabilmente ci sono ragazzi che giocano a pallone e signori anziani che lanciano bocce.

Key Facts

PlaceArènes de Lutèce: l'anfiteatro dei parigini romani
Address49 Rue Monge, 75005 Paris, France
Geo Coordinates48.84510, 2.35290
Part of WalkNotre-Dame e il Quartiere Latino: duemila anni di storia nel cuore di Parigi
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Passa sotto l'arco tra i palazzi di rue Monge e all'improvviso ti si apre davanti un'arena: gradinate di pietra a ferro di cavallo, una spianata di sabbia, alberi tutto intorno. Probabilmente ci sono ragazzi che giocano a pallone e signori anziani che lanciano bocce. Benvenuto nell'anfiteatro di Lutezia.

Fu costruito nel primo secolo dopo Cristo, quando Parigi era una cittadina gallo-romana chiamata Lutetia, e poteva ospitare circa quindicimila spettatori, probabilmente più degli abitanti della città. Era un edificio doppio: un'arena per i combattimenti e le cacce agli animali, e un palcoscenico per il teatro. Su quella spianata si sono visti gladiatori, belve, mimi e commedie, tutto nello stesso pomeriggio.

Poi, alla fine del III secolo, con le prime invasioni, gli abitanti smontarono le pietre dell'arena per costruire mura sull'isola della Cité, e l'anfiteatro sparì sotto terra per oltre mille anni. Nessuno sapeva più dov'era, ma il ricordo restò in un nome: per secoli questa zona si chiamò il Clos des Arènes, il campo delle arene.

Lo ritrovarono nel 1869, mentre si scavava per aprire proprio rue Monge e costruire un deposito degli omnibus, i tram a cavalli. Una parte fu distrutta subito. E qui entra in scena Victor Hugo, ancora lui, quello che aveva salvato Notre-Dame: con altri intellettuali sostenne l'associazione degli Amici delle Arene e scrisse per salvare quello che restava. Grazie a quella battaglia, e a nuovi scavi, l'arena fu restaurata all'inizio del Novecento e restituita alla città come giardino pubblico.

Ed eccoci alla fine. Hai cominciato sulla stella di bronzo davanti a Notre-Dame, dove si misura la Francia, e finisci nel luogo dove, duemila anni fa, i parigini erano ancora Romani. In mezzo hai incontrato un papa senese, un papa bergamasco, Tommaso d'Aquino, Dante, e una strada che portava in Italia. Siediti un momento sulle gradinate: è la stessa pietra su cui sedeva il pubblico di Lutezia. Il Jardin des Plantes e il metrò sono a due passi.

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