Pinakothek der Moderne: quattro musei sotto una cupola
Why is it significant?
Davanti a te un edificio lungo e basso di cemento chiaro e vetro, con un portico sorretto da colonne sottilissime, quasi fili: è la Pinakothek der Moderne, inaugurata nel 2002 su progetto dell'architetto Stephan Braunfels. Dopo i templi di Ludovico, finalmente un salto nel presente.
Key Facts
| Place | Pinakothek der Moderne: quattro musei sotto una cupola |
|---|---|
| Address | Barer Straße 40, 80333 München, Germany |
| Geo Coordinates | 48.14720, 11.57220 |
| Part of Walk | Monaco di Baviera, Atene sull'Isar: Königsplatz, Gliptoteca e le Pinacoteche del Kunstareal |
| Generated | Generated |
Davanti a te un edificio lungo e basso di cemento chiaro e vetro, con un portico sorretto da colonne sottilissime, quasi fili: è la Pinakothek der Moderne, inaugurata nel 2002 su progetto dell'architetto Stephan Braunfels. Dopo i templi di Ludovico, finalmente un salto nel presente.
È un museo che contiene quattro musei: l'arte moderna e contemporanea, il design, l'architettura e la grafica, cioè disegni e stampe. Messi insieme, ne fanno uno dei più grandi musei d'Europa dedicati all'arte e al progetto del Novecento e di oggi.
Se entri, vai dritto al centro: una grande rotonda bianca, alta come una piccola chiesa, che prende luce da una cupola di vetro. È il punto in cui tutti i percorsi si incrociano, una piazza coperta. Da lì sali verso la pittura: Picasso, Kandinskij e Klee, e una delle raccolte più ricche al mondo di Max Beckmann, il pittore dei grandi trittici inquieti. C'è una giustizia in questo. Proprio a Monaco, nel luglio del 1937, il regime aprì la mostra dell'arte 'degenerata', mettendo alla gogna Kandinskij, Klee, Marc e lo stesso Beckmann, che lasciò la Germania subito dopo il discorso di Hitler per l'inaugurazione della nuova Casa dell'arte tedesca. Oggi i suoi trittici sono qui, nel cuore della città che lo aveva respinto.
Al piano di sotto si nasconde la Neue Sammlung, il museo del design, fondato nel 1925: tra i più antichi musei del design al mondo. Sedie, automobili, computer, macchine da caffè... e non manca il design italiano del dopoguerra. È curioso pensare che oggetti nati per stare in cucina o in ufficio siano esposti con la stessa cura dei Raffaello che vedrai fra poco.
La storia dell'edificio non è stata facile: i lavori si trascinarono per anni tra problemi di bilancio, e a dare la spinta decisiva contribuì anche una fondazione di cittadini e mecenati. Monaco, ancora una volta, ha costruito un museo per sé quasi per ostinazione. Ora attraversa il prato verso nord-ovest: il lungo edificio di mattoni con le finestre ad arco è l'Alte Pinakothek.