Neue Pinakothek: Italia e Germania mano nella mano
Why is it significant?
Di fronte a te, oltre Theresienstraße, c'è un edificio basso e massiccio di pietra chiara, con archi e grandi vetrate. È la Neue Pinakothek, e con ogni probabilità la vedrai silenziosa: è chiusa per ristrutturazione dal 2019. Eppure merita una sosta, perché la sua idea fu rivoluzionaria.
Key Facts
| Place | Neue Pinakothek: Italia e Germania mano nella mano |
|---|---|
| Address | Barer Straße 29, 80799 München, Germany |
| Geo Coordinates | 48.14990, 11.57090 |
| Part of Walk | Monaco di Baviera, Atene sull'Isar: Königsplatz, Gliptoteca e le Pinacoteche del Kunstareal |
| Generated | Generated |
Di fronte a te, oltre Theresienstraße, c'è un edificio basso e massiccio di pietra chiara, con archi e grandi vetrate. È la Neue Pinakothek, e con ogni probabilità la vedrai silenziosa: è chiusa per ristrutturazione dal 2019.
Eppure merita una sosta, perché la sua idea fu rivoluzionaria. Nel 1853 Ludovico I, che non era più re ma non aveva smesso di comprare quadri, aprì qui un museo per l'arte del suo tempo: non antichi maestri, ma pittori viventi. Fu uno dei primi musei al mondo dedicati all'arte contemporanea.
E anche qui il filo italiano tira forte. Nella collezione c'è un quadro che sembra fatto apposta per questa passeggiata: Italia e Germania, di Friedrich Overbeck, un pittore tedesco che visse quasi tutta la vita a Roma. Due giovani donne sedute vicine, mano nella mano: una bruna, l'Italia, davanti a un paesaggio mediterraneo; una bionda, la Germania, con alle spalle una città gotica. Overbeck ci lavorò per anni e lo concluse nel 1828: è il ritratto di un'amicizia sognata tra due culture. Overbeck era uno dei Nazareni, giovani pittori tedeschi che a Roma vivevano quasi come monaci nell'ex convento di Sant'Isidoro, portavano i capelli lunghi e sognavano di tornare alla purezza di Raffaello.
L'edificio originale dell'Ottocento fu distrutto durante la guerra. Quello che vedi è degli anni Settanta e Ottanta, progettato da Alexander von Branca, e fu inaugurato nel 1981. Nel vecchio museo c'era perfino una sala intera per i paesaggi greci di Carl Rottmann, dipinti per Ludovico come un viaggio in Grecia da compiere senza lasciare Monaco. La collezione comprende anche gli impressionisti e uno dei Girasoli di Van Gogh, ed è una delle più importanti d'Europa per l'arte dell'Ottocento.
Un museo chiuso ha qualcosa di commovente: è una promessa. Le opere sono lì, o da qualche parte al sicuro, e torneranno. Ora segui Theresienstraße verso est: all'angolo con Türkenstraße ti aspetta un edificio che sembra dipinto a righe colorate.