Museo di Arte Egizia: un tempio sotto il prato

Why is it significant?

Davanti a te c'è un muro di cemento chiaro, altissimo e liscio, con un'apertura stretta e una lunga rampa che scende sotto terra. Sembra l'ingresso di una tomba della Valle dei Re, ed è esattamente l'effetto voluto.

Key Facts

PlaceMuseo di Arte Egizia: un tempio sotto il prato
AddressGabelsbergerstraße 35, 80333 München, Germany
Geo Coordinates48.14700, 11.56830
Part of WalkMonaco di Baviera, Atene sull'Isar: Königsplatz, Gliptoteca e le Pinacoteche del Kunstareal
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Davanti a te c'è un muro di cemento chiaro, altissimo e liscio, con un'apertura stretta e una lunga rampa che scende sotto terra. Sembra l'ingresso di una tomba della Valle dei Re, ed è esattamente l'effetto voluto.

Ma prima di scendere, voltati verso l'edificio massiccio di pietra chiara che hai appena costeggiato su Arcisstraße. Oggi è la Hochschule für Musik, il conservatorio. Fu costruito come edificio di rappresentanza del regime, e lì dentro, nella notte tra il 29 e il 30 settembre 1938, Hitler, Mussolini, Chamberlain e Daladier firmarono l'accordo di Monaco, che consegnava alla Germania i Sudeti. La Cecoslovacchia, la diretta interessata, non era stata invitata. Ecco la firma italiana di cui ti parlavo: una firma di cui c'è poco da essere fieri.

Torniamo all'arte. Il Museo statale di Arte Egizia si è trasferito qui nel 2013, in un edificio progettato da Peter Böhm che condivide con la scuola di cinema e televisione. Le sale sono quasi tutte sotto il livello del prato: scendi nella penombra come in una sepoltura, e le statue ti vengono incontro dal buio.

La collezione ha radici antiche: già i duchi Wittelsbach del Cinquecento conservavano oggetti egizi nella loro camera delle meraviglie, e Ludovico I, che collezionava tutto ciò che veniva dall'antichità, volle una sala egizia nella sua Gliptoteca. Oggi ci sono statue di faraoni e di funzionari, sarcofagi, papiri, gioielli, e un'idea molto moderna di come mostrarli: poca luce, molto spazio, e ogni pezzo con il tempo di respirare. Nota il contrasto tra il cemento grezzo delle pareti e la pietra levigata delle statue: è voluto anche quello.

C'è qualcosa di quasi ironico in questo quartiere: sopra, i templi greci di Ludovico al sole; sotto, l'Egitto nel buio; accanto, giovani registi che imparano a raccontare storie con la luce. Ora prosegui verso est lungo Gabelsbergerstraße: dopo un paio di isolati, sulla sinistra, vedrai un lungo edificio di cemento chiaro e vetro, con colonne sottilissime.

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