Plaza Mayor: il cavallo di Giambologna e Pietro Tacca

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Entra nella piazza e fermati al centro: intorno a te, un rettangolo chiuso di palazzi tutti uguali, color rosso mattone, con file di balconi in ferro battuto, portici al piano terra e nove archi d'ingresso.

Key Facts

PlacePlaza Mayor: il cavallo di Giambologna e Pietro Tacca
AddressPlaza Mayor, 28012 Madrid, Spain
Geo Coordinates40.41540, -3.70700
Part of WalkMadrid degli Austrias e il Palazzo Reale: re, regine e mani italiane
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Entra nella piazza e fermati al centro: intorno a te, un rettangolo chiuso di palazzi tutti uguali, color rosso mattone, con file di balconi in ferro battuto, portici al piano terra e nove archi d'ingresso. Su un lato brilla la facciata affrescata della Casa de la Panadería, e al centro un re a cavallo, Filippo III, ti osserva dall'alto.

Quella statua è un pezzo di Firenze. La cominciò il grande Giambologna e, dopo la sua morte, la completò il suo allievo Pietro Tacca. Nel 1616 il granduca di Toscana, Cosimo II de' Medici, la mandò in dono al re di Spagna. Per più di due secoli rimase nella Casa de Campo, fuori città, e solo nel 1848 la regina Isabella II la fece portare qui.

E ora una storia un po' macabra. Il cavallo aveva la bocca aperta, e per decenni i passerotti ci entravano, restavano intrappolati nella pancia vuota del bronzo e non riuscivano più a uscire. Nel 1931 qualcuno fece esplodere un petardo dentro la statua, e dalla pancia squarciata, si racconta, uscì una montagna di ossicini di uccelli. Quando la restaurarono, la bocca fu chiusa.

La piazza fu completata nel 1619 dall'architetto Juan Gómez de Mora, e fu il grande teatro della Madrid degli Asburgo: corride, tornei, feste di canonizzazione, esecuzioni e processi dell'Inquisizione, gli autos de fe, con il re e la corte affacciati ai balconi. Fu anche una piazza sfortunata: bruciò almeno tre volte, e dopo l'incendio del 1790 Juan de Villanueva la ricostruì abbassando i palazzi e chiudendo gli angoli.

Guarda gli affreschi della Casa de la Panadería, con figure mitologiche dai colori vivaci: non sono antichi, li dipinse Carlos Franco nel 1992. Un tempo qui aveva sede la corporazione dei panettieri, che controllava il prezzo del pane in città, e il re assisteva agli spettacoli dal balcone centrale. Ora dirigiti verso l'angolo sud-ovest, all'arco con la scalinata ripida: si scende nella Madrid più antica.

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