Convento de las Trinitarias Descalzas: la tomba di Cervantes
Why is it significant?
Davanti a te c'è un lungo muro di mattoni, quasi cieco, con una chiesa austera e un portone che resta spesso chiuso: è il Convento de las Trinitarias Descalzas, dove vivono ancora monache di clausura. Ora leggi il nome della strada sulla targa d'angolo: Calle de Lope de Vega.
Key Facts
| Place | Convento de las Trinitarias Descalzas: la tomba di Cervantes |
|---|---|
| Address | Calle de Lope de Vega 18, 28014 Madrid, Spain |
| Geo Coordinates | 40.41350, -3.69760 |
| Part of Walk | Madrid letteraria: il Barrio de las Letras tra Cervantes, Lope de Vega e i caffè degli scrittori |
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Davanti a te c'è un lungo muro di mattoni, quasi cieco, con una chiesa austera e un portone che resta spesso chiuso: è il Convento de las Trinitarias Descalzas, dove vivono ancora monache di clausura. Ora leggi il nome della strada sulla targa d'angolo: Calle de Lope de Vega. Ed è proprio qui dentro che riposa Miguel de Cervantes.
Il legame tra Cervantes e i trinitari comincia lontano, in mare. Nel 1575, mentre tornava dall'Italia in Spagna sulla galera Sol, fu catturato dai corsari barbareschi e portato ad Algeri. Ci restò cinque anni, tentò la fuga quattro volte e ogni volta si prese la colpa per salvare i compagni. Nel 1580 a riscattarlo, per cinquecento scudi d'oro, furono due frati trinitari. Cervantes non lo dimenticò mai, e chiese di essere sepolto qui.
Morì il 22 aprile 1616, fu sepolto il giorno dopo con il saio francescano... e poi le sue ossa si persero, proprio come quelle di Lope. La chiesa fu ricostruita alla fine del Seicento e i resti finirono mescolati con quelli di altri. Per quattro secoli Madrid ha custodito la tomba del suo scrittore più grande senza sapere dove fosse. Poi, tra il 2014 e il 2015, un'équipe di antropologi forensi ha scandagliato la cripta con il georadar, e nel marzo del 2015 ha annunciato di aver trovato, in un ossario comune, frammenti che con ogni probabilità appartengono a lui.
C'è un dettaglio che fa venire i brividi. In questo convento visse per più di sessant'anni una monaca poetessa, Sor Marcela de San Félix: era la figlia di Lope de Vega. Dietro questo muro, quindi, la figlia del grande rivale ha pregato per decenni a pochi metri dalle ossa di Cervantes.
Perché quei due, da vivi, non si amavano affatto. Lope scrisse in una lettera che nessun poeta era tanto cattivo quanto Cervantes; Cervantes lo chiamò monstruo de naturaleza, un complimento che ancora oggi si discute se fosse sincero o velenoso. Adesso prosegui verso est lungo Calle de Lope de Vega fino a Plaza de Jesús: una lunga fila di devoti ti racconterà un'altra storia di riscatto.