Abbazia di Westminster: incoronazioni e la tomba di Torrigiano

Why is it significant?

Mettiti davanti alla facciata occidentale, con le due torri gemelle, e lascia scendere lo sguardo fino al portale: sopra la porta, in una fila di nicchie, ci sono dieci statue di martiri del Novecento, tra cui Martin Luther King.

Key Facts

PlaceAbbazia di Westminster: incoronazioni e la tomba di Torrigiano
Address20 Deans Yard, London SW1P 3PA, United Kingdom
Geo Coordinates51.49940, -0.12740
Part of WalkLondra reale: da Westminster a Buckingham Palace, tra re, incoronazioni e un fiorentino attaccabrighe
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Mettiti davanti alla facciata occidentale, con le due torri gemelle, e lascia scendere lo sguardo fino al portale: sopra la porta, in una fila di nicchie, ci sono dieci statue di martiri del Novecento, tra cui Martin Luther King. È strano trovarli qui, in una chiesa dove dal 1066 quasi ogni re e regina d'Inghilterra è stato incoronato... ma l'Abbazia di Westminster ama i contrasti.

La prima incoronazione fu quella di Guglielmo il Conquistatore, il giorno di Natale del 1066. L'ultima, per ora, quella di Carlo III, il 6 maggio 2023. In mezzo, quasi mille anni di cerimonie, e dal Trecento sempre sulla stessa sedia: la Coronation Chair, fatta costruire da Edoardo I intorno al 1300. Porta ancora i graffiti incisi nel Settecento e nell'Ottocento dagli scolari di Westminster e dai visitatori. Sì, c'è chi ha scritto il proprio nome sul trono dei re.

Ma per un italiano il tesoro è dietro l'altare maggiore, nella cappella di Enrico VII, sotto una volta a ventaglio che sembra pizzo di pietra. Lì riposano Enrico VII ed Elisabetta di York, in una tomba di marmo nero e bronzo dorato realizzata da un fiorentino, Pietro Torrigiano, tra il 1512 e il 1518 circa. È considerata la prima grande opera del Rinascimento italiano in Inghilterra: angeli, putti, volti veri, in un paese che fino ad allora aveva conosciuto quasi soltanto il gotico.

E chi era Torrigiano? Uno che a Firenze tutti conoscevano per il caratteraccio. Da ragazzo frequentava il giardino di Lorenzo il Magnifico insieme a un coetaneo molto dotato, Michelangelo Buonarroti. Un giorno, nella cappella Brancacci, dopo una presa in giro di troppo, gli tirò un pugno così forte da rompergli il naso. Fu lo stesso Torrigiano, anni dopo, a raccontarlo a Benvenuto Cellini, quasi con orgoglio. Ecco perché, nei ritratti, Michelangelo ha il naso schiacciato.

Torrigiano finì i suoi giorni in Spagna, in una prigione dell'Inquisizione, e la leggenda dice che si lasciò morire di fame. Ma la sua tomba reale è ancora qui, intatta, a pochi metri da quella di Elisabetta I. Ora esci verso nord e attraversa Parliament Square, tra le statue di Churchill, Gandhi e Mandela, per risalire Whitehall fino a una via chiusa da cancelli neri.

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