Doughty Street: Dickens, Oliver Twist e l'Italia
Why is it significant?
Fermati davanti al numero 48 di Doughty Street: una casa georgiana di mattoni, tre piani di finestre a ghigliottina e una targa sulla facciata.
Key Facts
| Place | Doughty Street: Dickens, Oliver Twist e l'Italia |
|---|---|
| Address | 48 Doughty Street, London WC1N 2LX, United Kingdom |
| Geo Coordinates | 51.52360, -0.11630 |
| Part of Walk | Londra italiana: Little Italy a Clerkenwell, gelatai, esuli e l'espresso di Soho |
| Generated | Generated |
Fermati davanti al numero 48 di Doughty Street: una casa georgiana di mattoni, tre piani di finestre a ghigliottina e una targa sulla facciata. Sembra una casa come tante della via, e invece qui, tra il 1837 e il 1839, un Charles Dickens di appena venticinque anni scrisse Oliver Twist e Nicholas Nickleby, e diventò l'autore più amato d'Inghilterra.
E dove mise il covo di Fagin, il vecchio che insegna ai bambini a rubare? Proprio dalle parti di Saffron Hill, che hai appena sfiorato, descritta come uno degli angoli più sporchi e miserabili di Londra. Negli stessi anni, in quelle stesse viuzze, cominciavano ad arrivare gli italiani. E i bambini sfruttati non erano soltanto borseggiatori di romanzo, ma piccoli suonatori d'organetto in carne e ossa, quelli che Mazzini cercava di salvare.
Dickens e l'Italia, poi, sono una storia d'amore vera. Nel 1844 si trasferì con tutta la famiglia a Genova, prima in una villa ad Albaro e poi a Palazzo delle Peschiere, e da lì girò la penisola: Roma, Napoli, Firenze, Venezia, che descrisse come un sogno. Al ritorno pubblicò Pictures from Italy, le sue immagini dall'Italia: un libro pieno di processioni, mendicanti, chiese barocche, carnevali e risate.
Eppure c'è un paradosso. Lo stesso Dickens che adorava l'Italia, a Londra non sopportava gli italiani che suonavano l'organetto sotto le finestre. Nel 1864 firmò, con altri scrittori e artisti, una lettera a sostegno di una legge contro i musicisti di strada, perché quel rumore, dicevano, impediva loro di lavorare. Amava gli italiani in Italia... un po' meno sotto casa.
Oggi la casa è un museo, con i manoscritti, gli arredi di famiglia e la cucina nel seminterrato dove si preparavano i pranzi vittoriani. Dickens amava la buona tavola e le grandi cene di Natale, e sua moglie Catherine pubblicò perfino un libro di menù, firmandolo con uno pseudonimo. Ora vai verso ovest, per Guilford Street e Great Ormond Street, fino a una piazza alberata e tranquilla: lì ti aspetta un ospedale che parlava italiano.