Charing Cross: il re a cavallo salvato da un calderaio
Why is it significant?
Al centro della rotatoria, su un piedistallo isolato in mezzo al traffico, un re in armatura cavalca verso sud, con lo sguardo dritto lungo Whitehall. È Carlo I, e guarda proprio il luogo dove gli tagliarono la testa.
Key Facts
| Place | Charing Cross: il re a cavallo salvato da un calderaio |
|---|---|
| Address | Charing Cross, Trafalgar Square, London WC2N 5DN, United Kingdom |
| Geo Coordinates | 51.50730, -0.12770 |
| Part of Walk | Londra reale: da Westminster a Buckingham Palace, tra re, incoronazioni e un fiorentino attaccabrighe |
| Generated | Generated |
Al centro della rotatoria, su un piedistallo isolato in mezzo al traffico, un re in armatura cavalca verso sud, con lo sguardo dritto lungo Whitehall. È Carlo I, e guarda proprio il luogo dove gli tagliarono la testa. Dietro di lui, una targa ti spiega che sei nel punto da cui si misurano le distanze da Londra: quando un cartello stradale inglese ti dice che mancano cento miglia alla capitale, intende fino a qui.
Il nome del luogo, Charing Cross, viene da una croce. Nel 1290 morì la regina Eleonora di Castiglia, e il marito Edoardo I, distrutto dal dolore, fece erigere una croce di pietra in ogni luogo dove il corteo funebre si era fermato per la notte, da Lincoln a Westminster. Questa era l'ultima. I puritani la demolirono nel 1647, e la croce che vedi davanti alla stazione di Charing Cross è una copia vittoriana, messa in un posto diverso.
La statua, fusa in bronzo nel 1633 dallo scultore francese Hubert Le Sueur, ha una storia da romanzo. Dopo l'esecuzione del re, il Parlamento la vendette a un calderaio, John Rivet, con l'ordine di fonderla. Lui invece la nascose e fece affari d'oro vendendo manici di coltello e soprammobili di bronzo... che giurava ricavati dalla statua del re. Monarchici e repubblicani li compravano tutti e due, per motivi opposti.
Quando la monarchia tornò con Carlo II, la statua ricomparve, intatta, come per miracolo. Fu collocata qui intorno al 1675, proprio dove sorgeva la croce di Eleonora. E il posto non è casuale: dopo la Restaurazione, su questo stesso incrocio furono giustiziati alcuni dei regicidi, gli uomini che avevano firmato la condanna di suo padre. Vendetta, simmetria e scenografia, tutto in una rotatoria.
Ogni anno, il 30 gennaio, i devoti della Società di Re Carlo il Martire vengono a deporre una corona di fiori ai piedi del cavallo. Ora girati verso nord, oltre la piazza e le fontane: in cima alla scalinata c'è un lungo palazzo con un portico e una piccola cupola, e dentro, ti avverto, c'è mezza Italia.