Banqueting House: Palladio, Rubens e il patibolo di Carlo I
Why is it significant?
Attraversa Whitehall e fermati davanti a questo palazzo di pietra chiara, ordinato, con colonne e finestre allineate come su un quaderno a quadretti. In mezzo ai ministeri vittoriani sembra un ospite arrivato da lontano... e in effetti viene dal Veneto.
Key Facts
| Place | Banqueting House: Palladio, Rubens e il patibolo di Carlo I |
|---|---|
| Address | Banqueting House, Whitehall, London SW1A 2ER, United Kingdom |
| Geo Coordinates | 51.50460, -0.12590 |
| Part of Walk | Londra reale: da Westminster a Buckingham Palace, tra re, incoronazioni e un fiorentino attaccabrighe |
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Attraversa Whitehall e fermati davanti a questo palazzo di pietra chiara, ordinato, con colonne e finestre allineate come su un quaderno a quadretti. In mezzo ai ministeri vittoriani sembra un ospite arrivato da lontano... e in effetti viene dal Veneto. È la Banqueting House, costruita tra il 1619 e il 1622 da Inigo Jones, l'architetto che portò in Inghilterra la lezione di Andrea Palladio.
Jones aveva viaggiato in Italia, aveva misurato con le sue mani le ville e i palazzi di Vicenza e girava con una copia dei Quattro Libri di Palladio piena di annotazioni a margine, che ancora si conserva. Quando tornò, Londra era una città di legno, travi e tetti a punta. Questa sala per feste, balli in maschera e ricevimenti di ambasciatori fu uno dei primi edifici pienamente classici del paese: per i londinesi del tempo doveva sembrare atterrata da un altro pianeta.
Dentro, sul soffitto, c'è un capolavoro: le grandi tele di Pieter Paul Rubens, commissionate da Carlo I e montate nel 1636, che celebrano suo padre Giacomo I come un re saggio accolto in cielo. Carlo era un collezionista appassionato, forse il più grande della sua epoca. Pochi anni prima aveva comprato quasi in blocco la collezione dei Gonzaga di Mantova, con Tiziano, Raffaello e i Trionfi di Cesare di Mantegna... un affare che fece scandalo a Mantova e pesò parecchio sulle casse inglesi.
Poi arrivò il 30 gennaio 1649. Quel giorno Carlo I, sconfitto nella guerra civile e condannato per tradimento, attraversò proprio questa sala, sotto il soffitto di Rubens che glorificava il potere divino dei re, e uscì su un palco montato in strada. Era una mattina gelida, e lui aveva chiesto di indossare due camicie: non voleva che la folla lo vedesse tremare e pensasse che avesse paura. Bastò un solo colpo di scure.
Pensa al paradosso: l'uomo che aveva riempito l'Inghilterra di Tiziani e Raffaelli fu messo a morte sotto i suoi stessi quadri, e la sua collezione fu poi venduta pezzo per pezzo dal nuovo regime, finendo in mezza Europa. Ora prosegui verso nord lungo Whitehall fino al grande incrocio in cima: lì, a cavallo, Carlo ti sta ancora aspettando.