Buckingham Palace e il Victoria Memorial

Why is it significant?

Eccolo: oltre i cancelli neri e oro, la lunga facciata chiara di Buckingham Palace, con il balcone al centro e la bandiera sul tetto.

Key Facts

PlaceBuckingham Palace e il Victoria Memorial
AddressBuckingham Palace, London SW1A 1AA, United Kingdom
Geo Coordinates51.50180, -0.14060
Part of WalkLondra reale: da Westminster a Buckingham Palace, tra re, incoronazioni e un fiorentino attaccabrighe
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Eccolo: oltre i cancelli neri e oro, la lunga facciata chiara di Buckingham Palace, con il balcone al centro e la bandiera sul tetto. Alle tue spalle, in mezzo alla rotonda, il monumento a Vittoria, tutto di marmo bianco, con una Vittoria alata dorata in cima che brilla anche nelle giornate più grigie.

All'inizio non era un palazzo, ma una grande casa di città, costruita nel 1703 per il duca di Buckingham. Nel 1761 la comprò Giorgio III come casa di famiglia per la moglie, la regina Carlotta, e qui nacque quasi tutta la loro numerosissima prole. Fu il figlio, Giorgio IV, a volerne fare una reggia, affidandola a John Nash... e facendo lievitare i costi in modo così scandaloso che, morto il re, l'architetto fu licenziato.

La prima sovrana ad abitarci davvero fu Vittoria, nel 1837, appena diciottenne. Trovò camini che fumavano, porte che non chiudevano e finestre sporche: pare che i vetri interni ed esterni fossero di competenza di due uffici diversi, che non si mettevano mai d'accordo. Fu lei, nel 1851, durante la Grande Esposizione, a inaugurare la tradizione di affacciarsi al balcone. Oggi il palazzo conta 775 stanze, tra cui 78 bagni.

La facciata che vedi è giovane: fu rifatta in pietra di Portland nel 1913, in pochi mesi, sempre da Aston Webb, l'architetto dell'arco sul Mall. E tieni d'occhio la bandiera: se sventola lo Stendardo Reale, il re è in casa; se c'è la Union Jack, è altrove. Nei giorni del cambio della guardia, i soldati con il colbacco di pelo d'orso arrivano qui al ritmo della banda, sotto gli occhi di migliaia di telefoni.

Hai fatto un viaggio di quasi mille anni: dal ponte dipinto da un veneziano alla tomba scolpita da un fiorentino, dalla finestra da cui uscì per morire un re collezionista al balcone da cui i re di oggi salutano la folla. Ogni pietra di questa passeggiata racconta una corona sopravvissuta a incendi, guerre civili e rivoluzioni, sempre cambiando qualcosa perché nulla cambiasse. E se la frase ti suona familiare... beh, un siciliano, Tomasi di Lampedusa, l'aveva già scritta.

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