Piazza della Repubblica: il Mercato Vecchio e i caffè storici
Why is it significant?
Entra nella grande piazza rettangolare, con il suo arco trionfale, la giostra d'epoca e i tavolini dei caffè sotto i portici. È la piazza più ottocentesca di Firenze, e per molti fiorentini è stata a lungo anche la più odiata.
Key Facts
| Place | Piazza della Repubblica: il Mercato Vecchio e i caffè storici |
|---|---|
| Address | Piazza della Repubblica, 50123 Firenze FI, Italy |
| Geo Coordinates | 43.77150, 11.25400 |
| Part of Walk | Firenze da mangiare: mercati, buchette del vino e caffè storici |
| Generated | Generated |
Entra nella grande piazza rettangolare, con il suo arco trionfale, la giostra d'epoca e i tavolini dei caffè sotto i portici. È la piazza più ottocentesca di Firenze, e per molti fiorentini è stata a lungo anche la più odiata. Leggi l'iscrizione sull'arco: dice che l'antico centro della città fu restituito a vita nuova da secolare squallore.
Quello squallore, in realtà, era il Mercato Vecchio: un labirinto di vicoli, torri, chiese, banchi di pesce, botteghe di macellai e osterie, nel cuore della città romana e medievale, insieme al vecchio Ghetto ebraico. Fra il 1885 e il 1895 fu demolito quasi tutto, in nome dell'igiene e del decoro. Molti intellettuali protestarono, e ancora oggi c'è chi la considera una ferita mai rimarginata.
Di quel mondo è rimasta una colonna, quella con in cima la statua dell'Abbondanza, la Dovizia, con il suo cesto di frutta. Segnava il centro del mercato e, prima ancora, più o meno l'incrocio delle due strade principali della Florentia romana: qui sotto c'era il foro. Per duemila anni, in questo punto, i fiorentini sono venuti a comprare da mangiare.
Poi, sulle macerie, nacquero i caffè. Gilli è il più antico: la famiglia svizzera Gilli aprì la sua bottega di dolci nel 1733, in un'altra strada del centro, e solo nel Novecento si trasferì in piazza. Poco più in là ci sono le Giubbe Rosse, aperte alla fine dell'Ottocento da due fratelli tedeschi come birreria: il nome viene dalle giacche rosse dei camerieri, alla viennese.
Alle Giubbe Rosse, nel 1911, i futuristi Marinetti, Boccioni e Carrà vennero apposta da Milano per prendere a schiaffi Ardengo Soffici, che aveva stroncato una loro mostra. Ne nacque una rissa, poi una riconciliazione, poi una rivista, Lacerba. Più tardi, a quei tavolini, si sedette spesso anche Eugenio Montale. Ora esci dal lato sud, attraversa Piazza della Signoria e raggiungi Via de' Neri, dietro gli Uffizi: ti aspetta una loggia dove si vendeva il grano.