Orsanmichele e Via dei Calzaiuoli: il granaio diventato chiesa

Why is it significant?

Fai il giro dell'edificio e guarda le nicchie: quattordici, una diversa dall'altra, ciascuna con un santo di marmo o di bronzo che ti osserva dall'alto. È Orsanmichele, e se ti sembra più un magazzino che una chiesa, hai l'occhio giusto.

Key Facts

PlaceOrsanmichele e Via dei Calzaiuoli: il granaio diventato chiesa
AddressVia dell'Arte della Lana, 50123 Firenze FI, Italy
Geo Coordinates43.77090, 11.25500
Part of WalkFirenze dal Duomo alla Signoria: la Cupola, il frate ribelle e il ponte che sopravvisse
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Fai il giro dell'edificio e guarda le nicchie: quattordici, una diversa dall'altra, ciascuna con un santo di marmo o di bronzo che ti osserva dall'alto. È Orsanmichele, e se ti sembra più un magazzino che una chiesa, hai l'occhio giusto.

Il nome viene da orto di San Michele: qui c'era l'orto di un piccolo monastero. Nel Trecento il Comune ci costruì una loggia per il mercato del grano, con i depositi ai piani superiori. Se entri, guarda bene i pilastri: vedi ancora le aperture da cui il grano scendeva dai granai fino al piano terra. Poi un'immagine della Madonna dipinta su un pilastro cominciò a fare miracoli, la gente venne a pregare tra i sacchi di farina, e piano piano il mercato diventò una chiesa.

Le nicchie esterne furono assegnate alle Arti, e ognuna doveva riempire la sua con la statua del proprio patrono. Divenne una gara: chi spendeva di più, chi chiamava lo scultore migliore. L'Arte di Calimala chiese a Ghiberti un San Giovanni Battista di bronzo, finito intorno al 1416, il primo grande bronzo del Rinascimento. Gli armaioli ebbero da Donatello un San Giorgio giovane e teso, pronto alla battaglia. Il tribunale dei mercanti, la Mercanzia, commissionò al Verrocchio l'Incredulità di San Tommaso, con il santo che mette un piede fuori dalla nicchia.

Le statue che vedi oggi sono copie. Gli originali sono stati portati al chiuso per proteggerli da smog e intemperie, e molti si trovano nel museo dei piani alti, proprio negli antichi granai. Dentro c'è il tabernacolo dell'Orcagna, un trionfo di marmi, ori e mosaici costruito per incorniciare la Madonna venerata qui, negli anni dopo la peste del 1348, che uccise forse metà dei fiorentini. Lo pagarono in gran parte le offerte e i lasciti di chi era sopravvissuto, o di chi sapeva di non sopravvivere.

Ora sei su Via dei Calzaiuoli, la strada pedonale che collega il Duomo alla Signoria. Prende il nome dai calzaiuoli, gli artigiani che facevano e vendevano calze, e un tempo era stretta e storta, finché a metà Ottocento fu allargata. Seguila verso sud: dopo poco la strada si apre di colpo e ti ritrovi nella piazza politica più famosa d'Italia.

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