Palazzo Davanzati: dentro una casa medievale fiorentina
Why is it significant?
Fermati davanti al palazzo alto e stretto di Via Porta Rossa, con tre grandi portoni ad arco al pianterreno, un grande stemma sulla facciata e, in cima, una loggia aperta come un balcone sul cielo.
Key Facts
| Place | Palazzo Davanzati: dentro una casa medievale fiorentina |
|---|---|
| Address | Via Porta Rossa 13, 50123 Firenze FI, Italy |
| Geo Coordinates | 43.77010, 11.25280 |
| Part of Walk | Firenze dal Duomo alla Signoria: la Cupola, il frate ribelle e il ponte che sopravvisse |
| Generated | Generated |
Fermati davanti al palazzo alto e stretto di Via Porta Rossa, con tre grandi portoni ad arco al pianterreno, un grande stemma sulla facciata e, in cima, una loggia aperta come un balcone sul cielo. È Palazzo Davanzati, e dentro c'è una delle cose più rare di Firenze: una casa medievale vera, arredata come se i padroni fossero appena usciti.
Per arrivare fin qui sei passato da Piazza della Repubblica, l'antico foro romano, dove alla fine dell'Ottocento il Mercato Vecchio e il ghetto furono rasi al suolo. Lo costruirono a metà del Trecento i Davizzi, ricchi mercanti e banchieri, e nel 1578 lo comprò Bernardo Davanzati, uomo di lettere ed economista, che tradusse Tacito in un italiano asciutto e scrisse di monete e di cambi. I suoi discendenti ci abitarono fino all'Ottocento, quando la famiglia si estinse.
Dentro, guarda come si viveva. Al centro c'è un cortile stretto con un pozzo, ed è il lusso più grande della casa: il condotto sale fino all'ultimo piano, e con una carrucola ogni piano poteva tirare su l'acqua senza scendere in strada. Ci sono perfino i gabinetti ai vari piani, una comodità che allora pochissimi fiorentini potevano permettersi. E le pareti sono dipinte come stoffe: nella Sala dei Pappagalli corre un finto tessuto pieno di piccoli uccelli, ripetuti all'infinito.
Al piano più bello c'è una camera da letto affrescata con una storia d'amore francese, la Castellana di Vergy: un cavaliere, una dama, un segreto tradito e una fine tragica, raccontata scena per scena lungo le pareti. Si pensa che sia stata dipinta per un matrimonio di fine Trecento, tra un Davizzi e una ragazza della famiglia Alberti. Un bel romanzo da guardare ogni sera prima di dormire... anche se il finale non era proprio di buon augurio per due sposi.
Quando i Davanzati si estinsero, la casa decadde e fu divisa in appartamenti. La salvò un antiquario, Elia Volpi, che la comprò nel 1904, la restaurò, la riempì di mobili e oggetti d'epoca e nel 1910 la aprì come museo della casa fiorentina antica. Lo Stato la acquistò nel 1951. Guarda anche i ganci di ferro sulla facciata: servivano per appendere stoffe, gabbie per uccelli e lanterne nei giorni di festa. Ora prosegui su Via Porta Rossa verso est: dopo pochi passi trovi una loggia con un cinghiale di bronzo.