Casa Buonarroti: Michelangelo, lettore di Dante
Why is it significant?
Eccoti all'angolo con Via Michelangelo Buonarroti, davanti a un palazzo sobrio, color pietra, senza niente di teatrale. È Casa Buonarroti. Michelangelo comprò queste case nel 1508, ma a farne un monumento alla sua memoria fu, molto dopo, il pronipote che portava il suo stesso nome.
Key Facts
| Place | Casa Buonarroti: Michelangelo, lettore di Dante |
|---|---|
| Address | Via Ghibellina 70, 50122 Firenze FI, Italy |
| Geo Coordinates | 43.76990, 11.26360 |
| Part of Walk | La Firenze di Dante: da Beatrice alle tombe di Santa Croce |
| Generated | Generated |
Eccoti all'angolo con Via Michelangelo Buonarroti, davanti a un palazzo sobrio, color pietra, senza niente di teatrale. È Casa Buonarroti. Michelangelo comprò queste case nel 1508, ma a farne un monumento alla sua memoria fu, molto dopo, il pronipote che portava il suo stesso nome.
Tutti conoscono Michelangelo scultore, pittore, architetto. Pochi sanno che si considerava anche poeta, e che il suo poeta era Dante. I contemporanei dicevano che lo conosceva quasi a memoria, e lui gli dedicò due sonetti. Nel primo scrive che Dante scese dal cielo, vide l'inferno e il paradiso, e tornò vivo a contemplare Dio. Nel secondo arriva a dire che vorrebbe essere lui, perfino con il suo aspro esilio, pur di avere la sua virtù.
E non si fermò alle parole. Nel 1519 l'Accademia Medicea scrisse a papa Leone X, un Medici, per chiedere che le ossa di Dante tornassero da Ravenna a Firenze. Tra le firme c'è quella di Michelangelo, che si offriva di scolpire lui stesso una sepoltura degna del poeta. Il papa acconsentì. Gli inviati fiorentini arrivarono a Ravenna, aprirono il sarcofago... e lo trovarono vuoto.
I frati francescani di Ravenna avevano tolto le ossa di nascosto, da un'apertura sul retro, e le nascosero così bene che per secoli nessuno seppe più dove fossero. Furono ritrovate per caso nel 1865, durante dei lavori, in una cassetta di legno murata in una parete. Era proprio l'anno del seicentesimo anniversario della nascita del poeta. E Firenze, ancora una volta, rimase a mani vuote.
Il pronipote, Michelangelo Buonarroti il Giovane, era a sua volta poeta e commediografo, e nel 1623 pubblicò per primo le rime del prozio, ritoccandole parecchio. Dentro la casa sono conservati disegni del maestro e due sculture giovanili, la Madonna della Scala e la Battaglia dei Centauri. Ma il ricordo più dantesco resta quel sarcofago vuoto. Ora scendi lungo Via Michelangelo Buonarroti verso sud, fino a sbucare nella grande piazza.