Piazza de' Pitti: la facciata più lunga di Firenze

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Mettiti in alto sulla piazza in pendenza e lascia che la facciata ti riempia gli occhi: pietra bugnata, enorme, grezza, che corre da una parte all'altra per più di duecento metri. Sembra più una montagna squadrata che un palazzo. E all'inizio era solo il capriccio di un banchiere.

Key Facts

PlacePiazza de' Pitti: la facciata più lunga di Firenze
AddressPiazza de' Pitti, 50125 Firenze FI, Italy
Geo Coordinates43.76600, 11.25120
Part of WalkDi là d'Arno: botteghe, Santo Spirito e San Frediano, la Firenze dell'Oltrarno
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Mettiti in alto sulla piazza in pendenza e lascia che la facciata ti riempia gli occhi: pietra bugnata, enorme, grezza, che corre da una parte all'altra per più di duecento metri. Sembra più una montagna squadrata che un palazzo. E all'inizio era solo il capriccio di un banchiere.

Luca Pitti era un ricco mercante e un uomo politico ambizioso, alleato e poi rivale dei Medici. Verso il 1458 cominciò a costruire la sua casa, e la tradizione vuole che volesse finestre grandi quanto il portone del palazzo dei Medici in Via Larga. Il progetto fu attribuito a lungo a Brunelleschi, ma Brunelleschi era già morto da più di dieci anni. Pitti si mise poi dalla parte sbagliata in una congiura contro i Medici, perse influenza, e il palazzo restò a metà.

L'ironia della storia è perfetta: nel 1550 il palazzo lo comprò Eleonora di Toledo, la moglie di Cosimo I de' Medici. La casa costruita per fare ombra ai Medici diventò la casa dei Medici. Dietro ci fu disegnato il Giardino di Boboli, e nel Seicento la facciata fu allungata fino alle misure che vedi oggi.

Dopo i Medici arrivarono i Lorena, poi i napoleonici, poi ancora i Lorena, e infine i Savoia, quando dal 1865 al 1871 Firenze fu capitale d'Italia e Vittorio Emanuele II abitò qui. E proprio in questa piazza, in una casa di fronte al palazzo, tra il 1868 e il 1869 Fëdor Dostoevskij lavorò all'Idiota: lo ricorda una lapide. Oggi il palazzo è un complesso di musei, e qui arriva il Corridoio Vasariano, riaperto ai visitatori nel dicembre del 2024.

Così finisce la tua passeggiata di là d'Arno: da un ponte ripescato dal fiume a una reggia nata per invidia, passando per botteghe, poeti, frati e ragazze di San Frediano. Siediti un momento sulla pietra calda della piazza, come fanno i fiorentini, e guarda la luce che scivola sul bugnato... non c'è nessuna fretta.

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