Palazzo Medici Riccardi e la Cappella dei Magi
Why is it significant?
Mettiti sull'angolo tra Via Cavour e Via de' Gori e guarda questo palazzo massiccio: il pianterreno di grossi blocchi di pietra grezza, il primo piano più liscio, l'ultimo quasi levigato, e in cima un cornicione enorme che getta ombra sulla strada.
Key Facts
| Place | Palazzo Medici Riccardi e la Cappella dei Magi |
|---|---|
| Address | Via Cavour 3, 50129 Firenze FI, Italy |
| Geo Coordinates | 43.77520, 11.25580 |
| Part of Walk | Firenze dei Medici: da San Lorenzo a Santa Maria Novella, banchieri diventati principi |
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Mettiti sull'angolo tra Via Cavour e Via de' Gori e guarda questo palazzo massiccio: il pianterreno di grossi blocchi di pietra grezza, il primo piano più liscio, l'ultimo quasi levigato, e in cima un cornicione enorme che getta ombra sulla strada. È Palazzo Medici Riccardi, la casa della famiglia più potente della storia di Firenze.
Nel 1444 Cosimo de' Medici, il Vecchio, decise di costruirsi una casa nuova su quella che allora si chiamava Via Larga. Il Vasari racconta che Brunelleschi gli presentò un progetto grandioso e che Cosimo lo rifiutò perché troppo sfarzoso: in una repubblica di mercanti, chi ostentava rischiava l'invidia e l'esilio. Brunelleschi, furioso, avrebbe fatto a pezzi il modello. Cosimo scelse Michelozzo, e un palazzo austero fuori ma ricchissimo dentro. Il potere vero, a Firenze, si mostrava con discrezione.
Se entri, sali al primo piano fino alla Cappella dei Magi. È piccola, quasi buia, e poi all'improvviso le pareti si accendono. Benozzo Gozzoli la affrescò nel 1459 con un corteo che attraversa colline toscane: cavalli bardati d'oro, falchi, ghepardi, cacciatori. Sono i Re Magi in viaggio verso Betlemme, ma tra i cavalieri molti riconoscono i Medici e i loro ospiti, e Benozzo dipinse anche se stesso tra la folla, con il nome scritto sul cappello, come una firma.
Lorenzo, nato nel 1449, crebbe tra queste mura, e i fiorentini lo chiameranno il Magnifico. Governò la città senza mai avere un titolo ufficiale, e alla sua tavola sedeva, come uno di famiglia, un ragazzo di quindici anni che scolpiva meglio dei suoi maestri: Michelangelo Buonarroti. Guarda le finestre del pianterreno sull'angolo: poggiano su mensole, come se fossero inginocchiate. Le disegnò proprio Michelangelo, anni dopo, quando la loggia d'angolo, un tempo aperta, venne chiusa.
Nel 1494, due anni dopo la morte di Lorenzo, i Medici furono cacciati e il palazzo saccheggiato. Tornarono, ripartirono, tornarono ancora, e nel 1540 Cosimo I, ormai duca, si trasferì in Palazzo Vecchio. Nel 1659 il palazzo fu venduto ai Riccardi, che lo ingrandirono, e oggi ospita la Prefettura e la Città Metropolitana. Ora prosegui lungo il fianco del palazzo su Via de' Gori: davanti a te si apre una piazza piena di bancarelle, dominata da una facciata di pietra nuda, mai finita.