San Marco: il convento di Cosimo e di Savonarola
Why is it significant?
Davanti a te c'è una chiesa dalla facciata sobria, e alla sua destra l'ingresso di un convento: è San Marco, dei frati domenicani. Sembra un posto tranquillo, quasi addormentato, con gli studenti che attraversano la piazza e gli autobus che girano intorno al giardino.
Key Facts
| Place | San Marco: il convento di Cosimo e di Savonarola |
|---|---|
| Address | Piazza San Marco 3, 50121 Firenze FI, Italy |
| Geo Coordinates | 43.77820, 11.25880 |
| Part of Walk | Firenze dal Duomo alla Signoria: la Cupola, il frate ribelle e il ponte che sopravvisse |
| Generated | Generated |
Davanti a te c'è una chiesa dalla facciata sobria, e alla sua destra l'ingresso di un convento: è San Marco, dei frati domenicani. Sembra un posto tranquillo, quasi addormentato, con gli studenti che attraversano la piazza e gli autobus che girano intorno al giardino. Eppure da queste celle è partita una delle tempeste più violente della storia di Firenze.
Tutto comincia con Cosimo de' Medici, detto il Vecchio. Dal 1437 fa ricostruire il convento dal suo architetto di fiducia, Michelozzo, e paga quasi tutto lui. In cambio si riserva una cella doppia, dove ritirarsi a pregare e a pensare. Le pareti le affresca un frate pittore, il Beato Angelico: un'Annunciazione in cima alle scale e, in ogni cella, una scena sacra diversa su cui il frate doveva meditare. Cosimo ci fa aprire anche una biblioteca con i codici dell'umanista Niccolò Niccoli, consultabile dagli studiosi: una delle prime biblioteche pubbliche d'Europa.
Mezzo secolo dopo, il priore del convento è un frate ferrarese, Girolamo Savonarola. Predica contro il lusso, contro i Medici, contro il papa Borgia, e Firenze lo ascolta trattenendo il fiato. Quando nel 1494 i Medici vengono cacciati, la sua parola diventa quasi legge. Nel 1497 i suoi seguaci, che i nemici chiamano piagnoni, raccolgono specchi, gioielli, libri, dipinti, carte da gioco e strumenti musicali e li bruciano in Piazza della Signoria: è il famoso falò delle vanità.
Poi il vento cambia. Nell'aprile del 1498 la folla assalta il convento, e i frati suonano a martello la loro campana, che chiamavano la Piagnona. Savonarola viene arrestato, torturato, e il 23 maggio giustiziato proprio in Piazza della Signoria. E la campana? Fu punita anche lei, come un colpevole in carne e ossa: calata dal campanile, portata in giro per la città su un carro, frustata dal boia ed esiliata fuori dalle mura. Anni dopo tornò a casa, e oggi la puoi vedere nel museo del convento.
Adesso prendi Via Ricasoli, la strada dritta che scende verso la cupola. Quasi subito incontri la Galleria dell'Accademia, dove sta il David vero di Michelangelo: la riconosci dalla fila. Noi proseguiamo fino a Piazza del Duomo e giriamo dietro l'abside, dove un museo custodisce gli originali di molto di quello che hai visto finora.