Borgo Tegolaio: doratori, corniciai e restauratori
Why is it significant?
Rallenta e annusa l'aria: colla di coniglio, vernice, segatura, a volte un filo di gommalacca. Dietro i vetri impolverati delle botteghe vedi cornici appoggiate al muro, sedie con le gambe all'aria, una cassapanca mezza smontata, e qualcuno con il grembiule chino su un banco da lavoro.
Key Facts
| Place | Borgo Tegolaio: doratori, corniciai e restauratori |
|---|---|
| Address | Borgo Tegolaio, 50125 Firenze FI, Italy |
| Geo Coordinates | 43.76480, 11.24670 |
| Part of Walk | Di là d'Arno: botteghe, Santo Spirito e San Frediano, la Firenze dell'Oltrarno |
| Generated | Generated |
Rallenta e annusa l'aria: colla di coniglio, vernice, segatura, a volte un filo di gommalacca. Dietro i vetri impolverati delle botteghe vedi cornici appoggiate al muro, sedie con le gambe all'aria, una cassapanca mezza smontata, e qualcuno con il grembiule chino su un banco da lavoro.
Il nome della via viene, pare, dai tegolai, gli artigiani che facevano tegole e mattoni. Ma da secoli l'Oltrarno è soprattutto il quartiere dei mestieri del legno e della decorazione: falegnami, intagliatori, ebanisti, corniciai, doratori. Quando i Medici si trasferirono a Palazzo Pitti, qui a due passi, la corte aveva bisogno di mobili, di cornici, di stucchi, e le botteghe le trovò sotto casa.
Se una porta è aperta, chiedi gentilmente di vedere come si dora una cornice. Prima si stendono strati e strati di gesso e colla, poi si leviga, poi si passa un'argilla rossa, il bolo. Infine si prende la foglia d'oro, sottile al punto che un respiro la fa volare, la si solleva con un pennello piatto e la si posa. E alla fine si brunisce, strofinandola con una pietra d'agata finché brilla. È la stessa tecnica delle tavole medievali che vedi nei musei. Per una cornice grande possono servire settimane, e un buon doratore riconosce a colpo d'occhio una doratura antica da una rifatta.
Dopo l'alluvione del 1966 queste botteghe furono essenziali: c'erano migliaia di mobili, cornici, tavole dipinte e libri inzuppati di fango da salvare, e a Firenze nacquero tecniche di restauro che poi sono state insegnate in tutto il mondo. Oggi però il mestiere è fragile. Gli affitti salgono, i ragazzi che vogliono imparare sono pochi, e ogni volta che una saracinesca si abbassa per sempre l'Oltrarno perde un pezzo di memoria che nessun museo può custodire.
Quindi, se trovi qualcosa che ti piace, compralo da chi l'ha fatto. Adesso segui il Borgo fino in fondo, sbuca su Via Romana e gira a sinistra: in pochi passi sei in Piazza San Felice, davanti a un palazzo con una lapide di marmo.