Potsdamer Platz: dal caos al deserto e ritorno
Why is it significant?
Mettiti davanti ai frammenti di Muro esposti vicino all'ingresso della stazione, lastre di cemento dipinte e tempestate di gomme da masticare, e poi alza lo sguardo sui grattacieli di vetro e mattoni che ti circondano. Quasi tutto quello che vedi è stato costruito dopo il 1990.
Key Facts
| Place | Potsdamer Platz: dal caos al deserto e ritorno |
|---|---|
| Address | Potsdamer Platz, 10785 Berlin, Germany |
| Geo Coordinates | 52.50980, 13.37560 |
| Part of Walk | Berlino divisa: il Muro da Checkpoint Charlie alla Topographie des Terrors |
| Generated | Generated |
Mettiti davanti ai frammenti di Muro esposti vicino all'ingresso della stazione, lastre di cemento dipinte e tempestate di gomme da masticare, e poi alza lo sguardo sui grattacieli di vetro e mattoni che ti circondano. Quasi tutto quello che vedi è stato costruito dopo il 1990. Per il Muro, questo era il centro esatto del nulla.
Negli anni Venti Potsdamer Platz era il cuore pulsante della Berlino moderna: tram, autobus, automobili, carretti e migliaia di pedoni. Il traffico era così caotico che nel 1924 qui fu installata una torre con i semafori, tra le prime d'Europa, e oggi una sua copia verde sta ancora all'incrocio. Intorno c'erano grandi alberghi, caffè e la Haus Vaterland, un palazzo del divertimento con ristoranti a tema da mezza Germania e da mezzo mondo, dove, si racconta, sopra una terrazza dedicata al Reno scoppiava a intervalli regolari un temporale finto.
Poi vennero le bombe, e nel giugno del 1953 i carri armati sovietici contro i manifestanti della rivolta operaia. Ma il colpo finale fu il Muro: qui si incontravano i settori sovietico, americano e britannico, e nel 1961 la piazza fu tagliata in due. Gli edifici rimasti vennero abbattuti uno dopo l'altro. Per quasi trent'anni ci fu solo una distesa di sabbia e cemento, e i conigli selvatici erano gli unici a muoversi liberi nella striscia della morte.
Nel luglio del 1990, con il Muro appena aperto, Roger Waters dei Pink Floyd portò The Wall nella striscia vuota tra Potsdamer Platz e la Porta di Brandeburgo: un concerto gigantesco davanti a centinaia di migliaia di persone, con un enorme muro finto abbattuto sul palco. Subito dopo arrivarono le gru, e negli anni Novanta Potsdamer Platz divenne uno dei cantieri più grandi d'Europa, dove grandi gruppi industriali costruirono la loro nuova città.
Guarda per terra, vicino ai frammenti: la doppia fila di cubetti di pietra attraversa la piazza, tra le corsie e i marciapiedi. Migliaia di persone ci camminano sopra ogni giorno senza accorgersene. Seguila verso nord lungo Ebertstraße, tenendo alla tua sinistra gli alberi del Tiergarten: in pochi minuti arrivi nei vecchi giardini dei ministeri, dove il confine passava accanto ai luoghi del potere nazista.