Plaça de Sant Felip Neri: la piazza ferita
Why is it significant?
Ascolta, prima ancora di guardare: in questa piazzetta il rumore della città si spegne di colpo, e resta solo l'acqua della fontana al centro. Poi alza gli occhi sulla facciata della chiesa, in fondo: la pietra è butterata, scheggiata, piena di buchi, come se qualcuno l'avesse presa a martellate.
Key Facts
| Place | Plaça de Sant Felip Neri: la piazza ferita |
|---|---|
| Address | Plaça de Sant Felip Neri, 08002 Barcelona, Spain |
| Geo Coordinates | 41.38340, 2.17510 |
| Part of Walk | Barcellona segreta: dalla Barcino romana al Born, tra Gotico e Ribera |
| Generated | Generated |
Ascolta, prima ancora di guardare: in questa piazzetta il rumore della città si spegne di colpo, e resta solo l'acqua della fontana al centro. Poi alza gli occhi sulla facciata della chiesa, in fondo: la pietra è butterata, scheggiata, piena di buchi, come se qualcuno l'avesse presa a martellate.
Non è stato un martello. Il 30 gennaio 1938, durante la guerra civile, aerei dell'Aviazione Legionaria italiana, alleata di Franco, bombardarono il centro di Barcellona. Una bomba cadde qui, dove nei sotterranei della chiesa si erano rifugiate molte persone, tra cui tanti bambini. Morirono 42 persone, in gran parte bambini. I segni che vedi sono le schegge di quella mattina d'inverno.
Per decenni, sotto la dittatura, di quella mattina si parlava poco, e in città girava un'altra voce: che quei buchi fossero i colpi dei plotoni d'esecuzione. Oggi una lapide sulla piazza ricorda le vittime e racconta che cosa accadde davvero. La facciata invece non è mai stata restaurata, e non lo sarà: è una ferita lasciata aperta di proposito, perché chi passa si fermi, come stai facendo tu.
Il resto della piazza nasconde un piccolo trucco. Due degli edifici che ti circondano non sono nati qui: erano le sedi delle corporazioni dei calzolai e dei calderai, e negli anni Quaranta furono smontati e rimontati in questa piazza, per salvarli dai lavori che stavano sventrando altre parti del quartiere. E in questa chiesa veniva a pregare quasi ogni giorno Antoni Gaudí, a piedi dalla Sagrada Família. Il 7 giugno 1926, mentre camminava verso Sant Felip Neri, fu investito da un tram; vestito come un mendicante, nessuno lo riconobbe subito, e morì tre giorni dopo.
In una sola piazza convivono il silenzio, la memoria di una strage e l'ultima passeggiata di un genio. Siediti un momento sul bordo della fontana, se trovi posto, e lascia che la piazza faccia il suo lavoro. Poi esci dal lato opposto e scendi nei vicoli strettissimi del Call, l'antico quartiere ebraico: il prossimo racconto è lì, dietro un portoncino sotto il livello della strada.