El Call: la Sinagoga Major e il rabbino sardo
Why is it significant?
Infilati in Carrer de Marlet e fermati davanti a una porticina, qualche gradino sotto il livello della strada: è così stretta che rischi di passarle davanti senza vederla. Questo vicolo, e i quattro o cinque qui intorno, erano il Call, il quartiere ebraico della Barcellona medievale.
Key Facts
| Place | El Call: la Sinagoga Major e il rabbino sardo |
|---|---|
| Address | Carrer de Marlet 5, 08002 Barcelona, Spain |
| Geo Coordinates | 41.38260, 2.17580 |
| Part of Walk | Barcellona segreta: dalla Barcino romana al Born, tra Gotico e Ribera |
| Generated | Generated |
Infilati in Carrer de Marlet e fermati davanti a una porticina, qualche gradino sotto il livello della strada: è così stretta che rischi di passarle davanti senza vederla. Questo vicolo, e i quattro o cinque qui intorno, erano il Call, il quartiere ebraico della Barcellona medievale. Una città nella città, che attraversi in un paio di minuti.
La parola Call viene probabilmente dall'ebraico qahal, comunità. Nel Duecento e nel Trecento qui vivevano medici, traduttori, astronomi, mercanti, finanzieri dei re. Il rabbino più celebre, Shlomo ben Adret, era ascoltato in tutto il Mediterraneo: da mezza Europa gli scrivevano per chiedergli come interpretare la legge, e migliaia delle sue risposte sono studiate ancora oggi. Mentre altrove in Europa si chiudevano le porte, qui per un po' si tradussero libri dall'arabo e dall'ebraico al latino.
Ora cerca, sul muro all'angolo, una lapide con un'iscrizione in ebraico. È una copia, l'originale è al museo, e dice più o meno così: fondazione pia di rabbi Samuel ha-Sardí, la sua anima riposi in paradiso. Ha-Sardí, il sardo. Il nome sembra raccontare un uomo, o una famiglia, arrivati dalla Sardegna, che lasciarono un'opera di carità a Barcellona. Il Mediterraneo, già allora, era una sola grande strada, e la Sardegna, ricordi, apparteneva agli stessi re.
Poi, nell'estate del 1391, un'ondata di violenza partita da Siviglia attraversò i regni iberici e in agosto arrivò qui. Il Call fu assaltato, centinaia di persone furono uccise, molte altre costrette al battesimo. La comunità non si riprese più, e pochi decenni dopo il quartiere ebraico di Barcellona smise ufficialmente di esistere. Le sinagoghe diventarono case, botteghe, magazzini... e la memoria finì sotto l'intonaco.
Quella sotto i tuoi piedi è stata identificata, negli anni Novanta, come la possibile Sinagoga Major, la principale della città: due piccole stanze semi interrate, con un muro orientato verso Gerusalemme. Gli studiosi ne discutono ancora, ma entrarci resta un'emozione. Ora scendi verso il mare lungo Carrer d'Avinyó, una via stretta e un po' sgangherata che ha prestato il suo nome, si dice, a uno dei quadri più famosi del Novecento.