Wertheimpark: gli specchi infranti di Auschwitz
Why is it significant?
Entra nel parco: alberi alti, una fontana, le panchine sul bordo della Nieuwe Herengracht, i bambini del quartiere che giocano. Poi, in un angolo, a terra, vedrai delle lastre di vetro specchiante, spezzate. Non sono un incidente. Sono un monumento.
Key Facts
| Place | Wertheimpark: gli specchi infranti di Auschwitz |
|---|---|
| Address | Plantage Parklaan, 1018 ST Amsterdam, Netherlands |
| Geo Coordinates | 52.36790, 4.90890 |
| Part of Walk | Amsterdam ebraica: dal quartiere di Spinoza e Rembrandt ai giardini della Plantage |
| Generated | Generated |
Entra nel parco: alberi alti, una fontana, le panchine sul bordo della Nieuwe Herengracht, i bambini del quartiere che giocano. Poi, in un angolo, a terra, vedrai delle lastre di vetro specchiante, spezzate. Non sono un incidente. Sono un monumento.
Il parco porta il nome di Abraham Carel Wertheim, banchiere ebreo, uomo politico e filantropo dell'Ottocento. Wertheim fu una figura molto amata ad Amsterdam: finanziò ospedali, scuole, istituzioni culturali, ed era conosciuto per aiutare chiunque, ebreo o cristiano. Quando morì, alla fine del secolo, la città gli dedicò questo giardino nel cuore della Plantage.
Il monumento si intitola Nooit meer Auschwitz, Mai più Auschwitz, ed è opera dello scrittore e artista Jan Wolkers. Fu realizzato nel 1977 e spostato qui nel 1993, per stare nel cuore del quartiere da cui tanti erano stati portati via. L'idea di Wolkers è semplice e terribile: dopo Auschwitz, il cielo non potrà mai più essere intero.
E infatti, chinati e guarda: negli specchi rotti si riflette il cielo, ma in frammenti, spezzato da crepe che non si possono riparare. Ogni anno, nell'ultima domenica di gennaio, qui si tiene la commemorazione nazionale di Auschwitz, con i sopravvissuti, le loro famiglie, le scuole. Il resto dell'anno è un parco di quartiere, con le mamme, i cani e le biciclette appoggiate al cancello, e forse è giusto così: la memoria in mezzo alla vita, non chiusa in un recinto.
La Plantage, il quartiere in cui sei appena entrato, nacque nel Seicento come una zona di giardini e di svago, appena fuori dal centro. Nell'Ottocento si riempì di ville e di palazzine eleganti, e molte famiglie ebree benestanti scelsero di vivere qui, tra alberi e istituzioni culturali. Ora esci dal parco e attraversa la Plantage Middenlaan: proprio di fronte c'è il cancello di un giardino più antico di quasi tutte le case che ti circondano.