La Sinagoga portoghese: mille candele e un pavimento di sabbia
Why is it significant?
Davanti a te si alza un edificio di mattoni enorme, squadrato, con finestre altissime, chiuso dentro un recinto di case più basse come in un abbraccio. Quando fu inaugurato, nel 1675, era probabilmente la sinagoga più grande del mondo. Ed è ancora qui, quasi intatta.
Key Facts
| Place | La Sinagoga portoghese: mille candele e un pavimento di sabbia |
|---|---|
| Address | Mr. Visserplein 3, 1011 RD Amsterdam, Netherlands |
| Geo Coordinates | 52.36750, 4.90540 |
| Part of Walk | Amsterdam ebraica: dal quartiere di Spinoza e Rembrandt ai giardini della Plantage |
| Generated | Generated |
Davanti a te si alza un edificio di mattoni enorme, squadrato, con finestre altissime, chiuso dentro un recinto di case più basse come in un abbraccio. Quando fu inaugurato, nel 1675, era probabilmente la sinagoga più grande del mondo. Ed è ancora qui, quasi intatta.
La costruì la comunità degli ebrei portoghesi, i sefarditi, su progetto dell'architetto Elias Bouman. Guarda le dimensioni, le finestre, la luce: era una dichiarazione di orgoglio. dopo un secolo di fughe, conversioni forzate e paura, questi mercanti potevano finalmente pregare in un edificio monumentale, visibile da tutti, nel centro di una grande città europea. Vent'anni prima, la stessa comunità aveva scomunicato Spinoza.
Se puoi entrare, preparati a due sorprese. La prima è sotto i piedi: il pavimento di legno è coperto di sabbia fine. Le spiegazioni sono tante, dal rumore e dall'umidità da assorbire fino al ricordo del deserto attraversato dagli ebrei d'Egitto, e c'è chi dice dei passi da attutire nelle case dei convertiti in segreto. La seconda è sopra la testa: grandi lampadari d'ottone con circa mille candele, perché qui la luce elettrica non è mai entrata.
Nei giorni di festa le candele vengono accese tutte, e la sala torna com'era tre secoli fa. Nelle casette intorno c'è anche la biblioteca Ets Haim, fondata nel 1616, considerata la più antica biblioteca ebraica ancora in funzione al mondo. Molti dei suoi libri vennero stampati proprio ad Amsterdam, che nel Seicento era diventata una capitale dell'editoria ebraica: da qui partivano volumi in ebraico, in spagnolo e in portoghese per le comunità di mezzo mondo, da Venezia alle Americhe.
Durante l'occupazione i tedeschi deportarono e uccisero la grande maggioranza degli ebrei portoghesi di Amsterdam. L'edificio, però, sopravvisse, e dopo la guerra i pochi superstiti tornarono a pregare qui. Ora scendi lungo la Weesperstraat, verso sud, per un paio di centinaia di metri: sulla sinistra vedrai un labirinto di muri di mattoni e di lettere d'acciaio lucido.