Hollandsche Schouwburg e il Museo nazionale dell'Olocausto: i bambini di Walter Süskind
Why is it significant?
Fermati davanti alla facciata bianca del vecchio teatro. Dietro, al posto della sala, oggi c'è un cortile all'aperto, con un pilastro di pietra e una parete di cognomi. Qui, un tempo, la gente veniva a ridere e a commuoversi per un'operetta. Poi, per più di un anno, ci venne per tutt'altro motivo.
Key Facts
| Place | Hollandsche Schouwburg e il Museo nazionale dell'Olocausto: i bambini di Walter Süskind |
|---|---|
| Address | Plantage Middenlaan 24, 1018 DE Amsterdam, Netherlands |
| Geo Coordinates | 52.36660, 4.91110 |
| Part of Walk | Amsterdam ebraica: dal quartiere di Spinoza e Rembrandt ai giardini della Plantage |
| Generated | Generated |
Fermati davanti alla facciata bianca del vecchio teatro. Dietro, al posto della sala, oggi c'è un cortile all'aperto, con un pilastro di pietra e una parete di cognomi. Qui, un tempo, la gente veniva a ridere e a commuoversi per un'operetta. Poi, per più di un anno, ci venne per tutt'altro motivo.
La Hollandsche Schouwburg aprì nel 1892 come teatro popolare. Nel 1941 gli occupanti la riservarono ad artisti e spettatori ebrei, e nell'estate del 1942 la trasformarono in un centro di raccolta. Uomini, donne e bambini venivano rinchiusi qui, a volte per giorni, prima di essere caricati sui treni per il campo di Westerbork e da lì verso Auschwitz e Sobibor. Si stima che da questo edificio siano passate circa quarantaseimila persone.
Ma qui è nata anche una delle storie di resistenza più straordinarie della guerra. Walter Süskind, ebreo tedesco che lavorava all'amministrazione del centro, falsificava i registri e faceva sparire i nomi dei bambini. I più piccoli erano tenuti nell'asilo dall'altra parte della strada, diretto da Henriëtte Pimentel. Accanto all'asilo c'era una scuola per maestri, diretta da Johan van Hulst.
Il piano era tanto semplice quanto rischioso. Quando un tram passava sul viale e copriva la visuale delle guardie, un bambino veniva fatto uscire, attraversava il giardino della scuola e spariva verso famiglie e rifugi clandestini. In questo modo furono salvati centinaia di bambini, secondo le stime circa seicento. Süskind e Pimentel non sopravvissero alla guerra. Van Hulst sì, e fu riconosciuto Giusto tra le Nazioni.
Proprio in quella scuola e in quell'asilo, di fronte a te, nel marzo del 2024 ha aperto il Museo nazionale dell'Olocausto dei Paesi Bassi, che racconta come la persecuzione sia avvenuta passo dopo passo, legge dopo legge, nelle strade di tutti i giorni. Prenditi il tempo che ti serve. Poi prosegui verso est e svolta a sinistra nella Henri Polaklaan: a metà della via, un edificio di mattoni ha l'aspetto di una piccola fortezza.