La Dokwerker e il Museo ebraico: lo sciopero di febbraio
Why is it significant?
Sulla piazza c'è un uomo di bronzo, robusto, in abiti da lavoro, le maniche rimboccate e lo sguardo fisso davanti a sé. Non è un re, non è un generale. È un portuale qualunque, la Dokwerker, scolpita da Mari Andriessen e inaugurata nel 1952. E ricorda il giorno in cui Amsterdam disse di no.
Key Facts
| Place | La Dokwerker e il Museo ebraico: lo sciopero di febbraio |
|---|---|
| Address | Nieuwe Amstelstraat 1, 1011 PL Amsterdam, Netherlands |
| Geo Coordinates | 52.36700, 4.90360 |
| Part of Walk | Amsterdam ebraica: dal quartiere di Spinoza e Rembrandt ai giardini della Plantage |
| Generated | Generated |
Sulla piazza c'è un uomo di bronzo, robusto, in abiti da lavoro, le maniche rimboccate e lo sguardo fisso davanti a sé. Non è un re, non è un generale. È un portuale qualunque, la Dokwerker, scolpita da Mari Andriessen e inaugurata nel 1952. E ricorda il giorno in cui Amsterdam disse di no.
Nel febbraio del 1941, pochi mesi dopo l'inizio dell'occupazione tedesca, la polizia nazista circondò questa piazza e il quartiere intorno. Centinaia di giovani uomini ebrei furono rastrellati, picchiati, costretti ad accovacciarsi sul selciato, e poi deportati nei campi di concentramento. Quasi nessuno di loro tornò. Le loro famiglie ricevettero, settimane dopo, soltanto brevi comunicazioni di morte da un luogo di cui fino ad allora nessuno ad Amsterdam aveva mai sentito il nome: Mauthausen.
La risposta della città fu qualcosa di unico nell'Europa occupata. Il 25 febbraio 1941, su appello dei comunisti clandestini, i tranvieri si fermarono, poi i portuali, gli operai, gli impiegati comunali. Amsterdam si bloccò, e lo sciopero si estese alle città vicine. Fu una delle prime e più grandi proteste di massa contro la persecuzione degli ebrei in tutto il continente.
I tedeschi la repressero in due giorni, con arresti e fucilazioni. Ma ogni 25 febbraio, da allora, la gente si raduna qui, intorno al portuale di bronzo, con dei fiori. La piazza porta il nome di Jonas Daniël Meijer, che alla fine del Settecento divenne il primo avvocato ebreo dei Paesi Bassi.
Ora girati verso il complesso di mattoni alle tue spalle: sono quattro sinagoghe ashkenazite, la più antica del 1671, unite in un unico edificio. Gli ebrei ashkenaziti erano arrivati dalla Germania e dall'Europa orientale, più poveri dei portoghesi, e costruirono qui la loro grande sinagoga. Dal 1987 ospitano il Museo ebraico, che racconta la vita, non solo la morte, di questa comunità. Ora attraversa la strada: l'edificio enorme di mattoni dall'altra parte ti aspetta.