La Casa di Anna Frank

Why is it significant?

Davanti a te, al numero 263 della Prinsengracht, c'è una casa di canale come tante: mattoni scuri, finestre alte, un magazzino al pianterreno. Prova per un momento a guardarla come la vedeva un passante nel 1943: nulla di speciale, nulla da notare. Ed era esattamente questo il punto.

Key Facts

PlaceLa Casa di Anna Frank
AddressPrinsengracht 263-267, 1016 GV Amsterdam, Netherlands
Geo Coordinates52.37520, 4.88400
Part of WalkAmsterdam segreta: dalla Curva d'Oro ai cortili nascosti del Jordaan
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Davanti a te, al numero 263 della Prinsengracht, c'è una casa di canale come tante: mattoni scuri, finestre alte, un magazzino al pianterreno. Prova per un momento a guardarla come la vedeva un passante nel 1943: nulla di speciale, nulla da notare. Ed era esattamente questo il punto.

Qui Otto Frank aveva gli uffici della sua ditta, la Opekta, che vendeva pectina per fare le marmellate in casa. Il 6 luglio 1942, dopo che la figlia maggiore Margot aveva ricevuto la convocazione per un campo di lavoro in Germania, la famiglia Frank entrò nel nascondiglio preparato nell'edificio sul retro, l'Achterhuis. Con loro, nei mesi seguenti, si nascosero altre quattro persone: otto in tutto, in poche stanze, per più di due anni.

L'ingresso era nascosto dietro una libreria girevole. Di giorno, mentre i magazzinieri lavoravano di sotto ignari di tutto, nessuno poteva tirare lo sciacquone, camminare forte o aprire un rubinetto. A tenerli in vita erano alcuni dipendenti di Otto, tra cui Miep Gies, che portavano cibo, libri e notizie, rischiando la propria vita. E Anna scriveva, nel diario a quadretti che aveva ricevuto per il suo tredicesimo compleanno.

Il 4 agosto 1944 il nascondiglio fu scoperto e tutti furono arrestati e deportati. Anna e Margot morirono nel campo di Bergen-Belsen all'inizio del 1945, poche settimane prima della liberazione. Degli otto, sopravvisse solo Otto Frank. Miep Gies aveva raccolto e custodito i fogli del diario, e glieli consegnò quando seppe che le figlie non sarebbero tornate. Pubblicato nel 1947 con il titolo Het Achterhuis, è stato tradotto in oltre settanta lingue.

Dalla finestra della soffitta Anna vedeva un grande ippocastano nel cortile, e ne scrisse con nostalgia: era il suo pezzo di cielo. Quell'albero è caduto durante una tempesta nel 2010, ma i suoi germogli sono stati piantati in molti paesi. Il museo ha aperto nel 1960, e per volontà di Otto le stanze sono rimaste vuote, come le avevano lasciate i nazisti. Ora prosegui verso nord lungo la Prinsengracht e, al primo canale, gira a sinistra: entri nel Jordaan.

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