Scuola Grande della Misericordia
Why is it significant?
Davanti a te si alza un gigante di mattoni nudi, con le finestre enormi e la facciata scabra, senza un filo di marmo.
Key Facts
| Place | Scuola Grande della Misericordia |
|---|---|
| Address | Fondamenta della Misericordia, Cannaregio, 30121 Venezia VE, Italy |
| Geo Coordinates | 45.44340, 12.33460 |
| Part of Walk | Venezia, Cannaregio e il Ghetto: la città dove i veneziani vivono ancora |
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Davanti a te si alza un gigante di mattoni nudi, con le finestre enormi e la facciata scabra, senza un filo di marmo. Non è un magazzino e non è un palazzo in rovina: è la Scuola Grande della Misericordia, uno degli edifici più grandi di Venezia, rimasto così, incompiuto, da più di quattrocento anni.
Le Scuole Grandi erano confraternite di laici, ricchissime e potentissime. Assistevano i poveri e gli ammalati, davano la dote alle ragazze senza soldi, accompagnavano i confratelli alla sepoltura, e intanto facevano a gara tra loro a chi avesse la sede più splendida. Nel 1532 la Misericordia affidò il progetto della nuova sede a Jacopo Sansovino, l'architetto della Libreria di San Marco. I lavori si trascinarono per decenni, i soldi finirono, e la facciata in marmo non fu mai montata.
Poco più in là, oltre un ponticello, c'è la Scuola Vecchia della Misericordia, gotica, con la chiesa dell'Abbazia e il suo piccolo campo affacciato sull'acqua. È uno degli angoli più silenziosi della città, e mettere le due scuole una accanto all'altra è come vedere la stessa confraternita prima e dopo il successo.
Dentro, la Misericordia ha un salone immenso senza colonne. E nel Novecento a quel salone toccò un destino che nessun confratello avrebbe immaginato: per decenni fu una palestra, e ci giocava la Reyer, la squadra di basket di Venezia. Immagina i tifosi sugli spalti, i palleggi e i fischi rimbombare sotto un soffitto del Cinquecento. Dopo un lungo restauro, oggi l'edificio ospita mostre ed eventi.
Napoleone, all'inizio dell'Ottocento, sciolse quasi tutte le confraternite e ne disperse i tesori, e molte scuole finirono caserme, depositi, uffici. Questa è sopravvissuta, ma nuda. Ora prendi le calli verso sud, in direzione della Strada Nova: in pochi minuti sbuchi in Campo Santa Fosca, dove un frate di bronzo, al centro del campo, aspetta da più di un secolo.