San Zaccaria: la pala di Bellini e la cripta allagata
Why is it significant?
Hai appena lasciato la folla della Riva, sei passato sotto un sotoportego, ed ecco un campo quieto e una facciata bianca a gradoni, che sembra una torta nuziale di pietra d'Istria.
Key Facts
| Place | San Zaccaria: la pala di Bellini e la cripta allagata |
|---|---|
| Address | Campo San Zaccaria, Castello, 30122 Venezia VE, Italy |
| Geo Coordinates | 45.43470, 12.34360 |
| Part of Walk | Castello segreto: Vivaldi, Carpaccio e i leoni dell'Arsenale a Venezia |
| Generated | Generated |
Hai appena lasciato la folla della Riva, sei passato sotto un sotoportego, ed ecco un campo quieto e una facciata bianca a gradoni, che sembra una torta nuziale di pietra d'Istria. Fermati un momento e guardala dal basso verso l'alto: l'hanno costruita due architetti diversi, uno sopra l'altro... e si vede.
Il pianterreno è ancora gotico, opera di Antonio Gambello, che cominciò i lavori a metà del Quattrocento. Poi arrivò Mauro Codussi e, dal 1483, tirò su la parte alta, tutta rinascimentale, con quei grandi semicerchi che noi veneziani riconosciamo al volo, come una firma. Dentro, sulla parete di sinistra, c'è il motivo per cui i pittori di mezza Europa venivano fin qui: la pala di Giovanni Bellini, firmata e datata 1505. Bellini era ormai vecchio, sui settant'anni, e dipinse una Madonna con quattro santi in una luce così morbida che pare una sera d'estate in laguna. I francesi se la portarono a Parigi e tornò a casa solo dopo la caduta di Napoleone.
Ma il segreto vero è sotto i tuoi piedi. Scendi nella cripta, una delle più antiche della città: colonnine basse, volte a crociera, e spesso un velo d'acqua sul pavimento. Quando la marea sale, l'acqua filtra dentro e riflette le colonne, e ti sembra di camminare in un lago sotterraneo. Lì sotto riposano alcuni dogi dei primi secoli, con i piedi letteralmente in ammollo.
Questo era il convento femminile più ricco di Venezia, pieno di figlie di patrizi, molte monache per forza più che per vocazione, e il loro parlatorio era famoso come uno dei salotti più vivaci della città. La tradizione voleva che ogni anno, a Pasqua, il doge venisse qui in visita solenne. E non tutto è stato così pacifico: nel 1172 il doge Vitale II Michiel, inseguito dalla folla dopo una spedizione disastrosa, fu pugnalato a due passi da qui mentre cercava rifugio proprio a San Zaccaria.
Adesso torna verso l'acqua, ma solo per un attimo: la Riva degli Schiavoni la attraversiamo e basta. Gira a sinistra, verso est, e dopo un ponte ti aspetta una chiesa bianca dove per secoli la musica è stata la vera padrona di casa.