La Pietà: le ragazze di Vivaldi

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Davanti a te, sulla Riva, una facciata bianca con quattro colonne giganti, e ai lati qualche ragazzo in parrucca che vende biglietti per i concerti di Vivaldi. Lascia perdere le parrucche.

Key Facts

PlaceLa Pietà: le ragazze di Vivaldi
AddressRiva degli Schiavoni, Castello, 30122 Venezia VE, Italy
Geo Coordinates45.43420, 12.34490
Part of WalkCastello segreto: Vivaldi, Carpaccio e i leoni dell'Arsenale a Venezia
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Davanti a te, sulla Riva, una facciata bianca con quattro colonne giganti, e ai lati qualche ragazzo in parrucca che vende biglietti per i concerti di Vivaldi. Lascia perdere le parrucche. Gira piuttosto nella calle stretta a fianco della chiesa, la Calle della Pietà, e cerca sul muro una piccola lapide di pietra.

Quella lapide, del 1548, minaccia la maledizione di Dio e la scomunica a chi abbandona qui i propri figli pur avendo i mezzi per crescerli. Perché qui c'era l'Ospedale della Pietà, che accoglieva i neonati abbandonati. Le madri li lasciavano in una piccola apertura nel muro, la scafetta, e da quel momento il bambino entrava in un'altra vita. Molti trovatelli veneziani ricevevano un cognome che diceva già tutto: Dalla Pietà.

I maschi imparavano un mestiere, le ragazze più dotate imparavano la musica. E nel 1703 arrivò come maestro di violino un giovane prete dai capelli rossi, Antonio Vivaldi. Per quasi quarant'anni, con qualche interruzione, scrisse per loro concerti, mottetti, oratori. Le figlie del coro suonavano nascoste dietro grate di ferro, e i viaggiatori stranieri ne uscivano incantati: ragazze che suonavano violino, violoncello, oboe, perfino la tromba. Una violinista, Anna Maria, la chiamavano dal Violin, ed era una piccola celebrità europea.

E adesso il dettaglio che quasi nessuno sa: in questa chiesa Vivaldi non ha mai suonato. Quella che vedi la ricostruì Giorgio Massari a partire dal 1745, quattro anni dopo la morte del compositore, avvenuta a Vienna nel 1741, in povertà. Massari la pensò come una sala da concerto, ovale, con le cantorie per le ragazze, e sul soffitto Giambattista Tiepolo dipinse un grande cielo pieno di angeli con strumenti musicali. La facciata invece rimase incompiuta per un secolo e mezzo: fu finita solo nel 1906.

Ora imbocca proprio la Calle della Pietà, verso l'interno, e risali verso nord lungo il rio. Arrivato alla Fondamenta dei Furlani cerca una porta piccola, quasi da casa privata: nasconde uno dei tesori più intimi di tutta Venezia.

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