San Sebastiano: la chiesa di Veronese

Why is it significant?

Davanti a te c'è una facciata bianca e composta, su un campo tranquillo vicino al rio, dove passano più studenti che turisti. Niente fa pensare a cosa c'è dentro. Eppure questa è una delle chiese più straordinarie di Venezia: un intero edificio dipinto, quasi da solo, da un unico pittore.

Key Facts

PlaceSan Sebastiano: la chiesa di Veronese
AddressCampo San Sebastiano, Dorsoduro, 30123 Venezia VE, Italy
Geo Coordinates45.43200, 12.32010
Part of WalkVenezia, Dorsoduro dell'arte: dalla Salute all'Accademia, da Veronese a Peggy Guggenheim
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Davanti a te c'è una facciata bianca e composta, su un campo tranquillo vicino al rio, dove passano più studenti che turisti. Niente fa pensare a cosa c'è dentro. Eppure questa è una delle chiese più straordinarie di Venezia: un intero edificio dipinto, quasi da solo, da un unico pittore. Paolo Veronese.

Paolo Caliari veniva da Verona, da cui il soprannome, e arrivò a Venezia poco più che ventenne, all'inizio degli anni Cinquanta del Cinquecento. In città comandavano Tiziano e Tintoretto, e per un giovane di provincia farsi strada era difficile. A dargli fiducia fu il priore di questa chiesa, un veronese come lui, che gli affidò prima il soffitto della sacrestia e poi, a poco a poco, tutto il resto.

Alza gli occhi sulla navata. Il soffitto racconta le Storie di Ester, la regina ebrea che salvò il suo popolo, dipinte nel 1556: cavalli che si impennano sopra la tua testa, visti dal basso, con la pancia e gli zoccoli, e personaggi vestiti di sete come nobili veneziani. Veronese costringe il tuo collo a fare quello che fanno i suoi cavalli: alzarsi verso il cielo.

Per più di un decennio continuò a tornare qui: le pareti della navata, le ante dell'organo, il coro, le storie di San Sebastiano, il soldato romano trafitto dalle frecce. E quando morì, nel 1588, volle essere sepolto proprio qui, nella sua chiesa. Cerca, vicino all'organo, la lapide e il busto che lo ricordano. Pochi artisti hanno avuto la fortuna di riposare dentro il proprio capolavoro.

Nel tempo l'umidità e il sale hanno minacciato anche queste tele, e negli ultimi decenni lunghi restauri hanno restituito i colori, i rosa, i verdi acidi, i gialli che fecero la fama di Veronese. Quando esci, attraversa il ponte verso nord, passa per il Campo dell'Angelo Raffaele e segui la Fondamenta del Soccorso lungo il rio. In pochi minuti arrivi a una scuola dove un altro genio, due secoli dopo, ha dipinto un cielo.

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