San Francesco della Vigna: una chiesa accordata come uno strumento

Why is it significant?

Ecco una facciata che sembra un tempio romano atterrato nella parte più popolare di Castello: colonne, timpani, e due grandi statue di bronzo nelle nicchie, Mosè e San Paolo. Intorno, nel campo, magari due bambini che giocano a pallone e una signora che torna con la spesa.

Key Facts

PlaceSan Francesco della Vigna: una chiesa accordata come uno strumento
AddressCampo San Francesco della Vigna, Castello, 30122 Venezia VE, Italy
Geo Coordinates45.43820, 12.34790
Part of WalkCastello segreto: Vivaldi, Carpaccio e i leoni dell'Arsenale a Venezia
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Ecco una facciata che sembra un tempio romano atterrato nella parte più popolare di Castello: colonne, timpani, e due grandi statue di bronzo nelle nicchie, Mosè e San Paolo. Intorno, nel campo, magari due bambini che giocano a pallone e una signora che torna con la spesa. Pochi turisti arrivano fin quassù, ed è un peccato, perché questa facciata porta la firma di Andrea Palladio.

Il nome viene da una vigna vera. Nel 1253 Marco Ziani, figlio di un doge, lasciò ai frati francescani questo terreno coltivato a vite. E una leggenda racconta che proprio qui, secoli prima, una tempesta costrinse San Marco a fermarsi con la sua barca, e un angelo gli disse: pace a te, Marco, mio evangelista. Sono le stesse parole che leggi sul libro aperto del leone, in ogni angolo della città. La vigna, tra l'altro, esiste ancora, dietro il chiostro, e ogni anno viene vendemmiata.

La chiesa la progettò Jacopo Sansovino a partire dal 1534. Ma prima che si posasse la prima pietra, un frate del convento, Francesco Zorzi, scrisse un memoriale rimasto famoso: le misure dovevano seguire le proporzioni armoniche della musica, come gli intervalli tra le note. Una chiesa accordata come uno strumento. Decenni dopo il patriarca di Aquileia Giovanni Grimani chiamò Palladio per la facciata, e lui risolse un rompicapo: unire un fronte alto, per la navata, e uno basso, per le cappelle, incastrando due templi uno dentro l'altro.

Dentro, cerca una piccola Madonna di Antonio da Negroponte, del Quattrocento: un trono in mezzo a un giardino di frutti, fiori e uccellini dipinti uno per uno, con una pazienza da miniaturista. E in una cappella laterale ti aspetta di nuovo Giovanni Bellini, con una Madonna e santi del 1507. Due Bellini in un'ora di passeggiata: Castello è generoso con chi lo cammina.

Adesso scendi verso sud, per calli strette e piccoli campielli, lasciando l'Arsenale alla tua sinistra. Cerca un campo luminoso con un palazzo gotico e una chiesetta di mattoni: ci aspetta il battesimo più famoso della musica veneziana.

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