Campo del Ghetto Nuovo e il memoriale della Shoah
Why is it significant?
Entra nel Campo del Ghetto Nuovo e fermati vicino ai pozzi, al centro. Intorno a te è tutto chiuso: canali su ogni lato, e case che salgono fino a sette, otto piani, i grattacieli di Venezia.
Key Facts
| Place | Campo del Ghetto Nuovo e il memoriale della Shoah |
|---|---|
| Address | Campo del Ghetto Nuovo, Cannaregio 2902/b, 30121 Venezia VE, Italy |
| Geo Coordinates | 45.44510, 12.32720 |
| Part of Walk | Venezia, Cannaregio e il Ghetto: la città dove i veneziani vivono ancora |
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Entra nel Campo del Ghetto Nuovo e fermati vicino ai pozzi, al centro. Intorno a te è tutto chiuso: canali su ogni lato, e case che salgono fino a sette, otto piani, i grattacieli di Venezia. Il 29 marzo 1516 il Senato decise che tutti gli ebrei della città dovessero abitare qui, su quest'isola, e da nessun'altra parte.
E la parola che oggi si usa in tutte le lingue del mondo... nasce in questo campo. Qui c'era il getto, la fonderia pubblica dove si gettava il metallo fuso. Si pensa che gli ebrei arrivati dalla Germania, gli ashkenaziti, pronunciassero quella g in modo duro: da getto a ghetto. Una parola veneziana, nata da un'officina, che sarebbe diventata il nome di ogni recinto per esclusi.
Le regole erano rigide. Al tramonto le porte si chiudevano, all'alba si riaprivano, e le guardie cristiane le pagava la comunità. Fuori di qui bisognava portare un segno di riconoscimento, prima giallo e poi rosso, sul cappello. Al piano terra c'erano i banchi di pegno, uno dei pochi mestieri permessi. E adesso alza gli occhi: tra le finestre, cerca file più grandi e regolari delle altre. Sono la Scola Grande Tedesca, la Scola Canton e la Scola Italiana, sinagoghe nascoste in cima alle case, invisibili da fuori.
Nel Seicento qui vivevano migliaia di persone: ebrei tedeschi, italiani, levantini, spagnoli e portoghesi, ognuno con la sua scola, la sua lingua, i suoi riti, stretti su un'isola minuscola. Le case potevano crescere solo verso l'alto, e i soffitti si abbassavano per guadagnare un piano. Poi, nel luglio 1797, caduta la Repubblica, i francesi fecero abbattere le porte del Ghetto e le bruciarono proprio qui, in mezzo al campo.
Prima di andare, avvicinati al muro accanto alla casa di riposo israelitica. I bassorilievi in bronzo di Arbit Blatas, artista nato in Lituania, ricordano la deportazione. Nel settembre 1943 il presidente della comunità, Giuseppe Jona, si tolse la vita pur di non consegnare l'elenco degli ebrei veneziani. Da dicembre cominciarono gli arresti, e nel 1944 portarono via perfino gli anziani della casa di riposo. Più di duecento furono deportati, e solo pochissimi tornarono. Leggi i nomi in silenzio. Poi esci dal ponte sul lato nord del campo: porta alla Fondamenta degli Ormesini.