Centro Cerámica Triana: l'eredità di Niculoso Pisano
Why is it significant?
Entra nel cortile di questa vecchia fabbrica e guarda le pareti: piastrelle di ogni epoca, fiori, stemmi, vecchie insegne in ceramica.
Key Facts
| Place | Centro Cerámica Triana: l'eredità di Niculoso Pisano |
|---|---|
| Address | Calle Antillano Campos 14, 41010 Sevilla, Spain |
| Geo Coordinates | 37.38550, -6.00460 |
| Part of Walk | Siviglia tra Arenal e Triana: dall'opera all'Inquisizione, sull'altra riva del Guadalquivir |
| Generated | Generated |
Entra nel cortile di questa vecchia fabbrica e guarda le pareti: piastrelle di ogni epoca, fiori, stemmi, vecchie insegne in ceramica. Era la fabbrica Cerámica Santa Ana, una delle ultime di Triana, e oggi è il Centro Cerámica Triana, un museo dove si vedono ancora i grandi forni in cui si cuocevano i pezzi.
A Triana si lavorava l'argilla già in epoca romana, con il fango del Guadalquivir. Poi vennero i vasai di al-Andalus e le loro tecniche: la cuerda seca, in cui una linea di grasso e manganese separa i colori perché non si mescolino in cottura, e la arista, con piccoli rilievi che fanno da argine allo smalto. Ogni colore restava chiuso nel suo recinto, come in un mosaico. Erano piastrelle geometriche, stelle, intrecci, nodi infiniti: la stessa grammatica che vedi nei palazzi mudéjar della città.
Poi, intorno al 1500, arrivò da Pisa un ceramista che tutti chiamarono Niculoso Pisano. E cambiò le regole. Dipinse con il pennello direttamente sulla piastrella liscia, come su una tela, alla maniera della maiolica italiana: figure, volti, ghirlande, prospettive rinascimentali, cose mai viste su una piastrella andalusa. Le sue opere sono ancora in città: la lapide di Santa Ana che hai appena visto, il portale del convento di Santa Paula, un altare nell'oratorio del Real Alcázar.
Per secoli Triana ha riempito di piastrelle Siviglia, la Spagna e le Americhe: facciate, fontane, insegne, altari, panchine. Ma nel Novecento le fabbriche chiusero una dopo l'altra, schiacciate dalla produzione industriale e dalla speculazione edilizia. Quando questa fabbrica fu restaurata per diventare museo, sotto i pavimenti sono riemersi resti di forni ancora più antichi, testimoni di secoli di lavoro.
Guardati intorno uscendo: in molte vie qui vicino, sulle facciate, sopravvivono targhe e insegne in ceramica di botteghe scomparse. Ora cammina verso nord, fino alla Calle Castilla, dove ti aspetta una chiesa dal nome che sembra un'esclamazione.