Castillo de San Jorge & Callejón de la Inquisición

Why is it significant?

Scendi lungo questo vicolo stretto e in pendenza, il Callejón de la Inquisición, che porta dalla Calle Castilla al fiume. Accanto a te, sotto il moderno Mercado de Triana, si trovano i resti del Castillo de San Jorge. Per tre secoli questo è stato uno dei luoghi più temuti di Spagna.

Key Facts

PlaceCastillo de San Jorge & Callejón de la Inquisición
AddressCallejón de la Inquisición, 41010 Sevilla, Spain
Geo Coordinates37.38630, -6.00380
Part of WalkSiviglia tra Arenal e Triana: dall'opera all'Inquisizione, sull'altra riva del Guadalquivir
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Scendi lungo questo vicolo stretto e in pendenza, il Callejón de la Inquisición, che porta dalla Calle Castilla al fiume. Accanto a te, sotto il moderno Mercado de Triana, si trovano i resti del Castillo de San Jorge. Per tre secoli questo è stato uno dei luoghi più temuti di Spagna.

Il castello di Triana esisteva già in epoca musulmana, a guardia del ponte di barche. Dopo la conquista cristiana fu dedicato a San Giorgio. Nel 1481 i Re Cattolici lo affidarono al nuovo tribunale dell'Inquisizione, e in febbraio di quello stesso anno Siviglia vide il primo auto de fe: sei persone mandate al rogo. Erano conversos, ebrei convertiti o figli di convertiti, accusati di praticare ancora in segreto la religione dei padri. Bastava una denuncia anonima, un pasto senza maiale, una candela accesa il venerdì sera.

Per capire bisogna tornare indietro. Nel 1391 un'ondata di violenza devastò il quartiere ebraico di Siviglia, con massacri e conversioni forzate che si estesero a gran parte della penisola. Quei convertiti e i loro discendenti divennero sospetti per generazioni. Nel 1492 arrivò l'espulsione degli ebrei che non si erano convertiti. Si racconta che i prigionieri venissero condotti al castello proprio lungo questo vicolo... non sappiamo se sia vero, ma il nome è rimasto.

L'Inquisizione lasciò il castello alla fine del Settecento, anche per le piene del fiume, e nell'Ottocento le rovine sparirono sotto un mercato. Solo con gli scavi degli anni Novanta sono riemerse le fondamenta, che oggi si visitano in un museo sotterraneo, mentre sopra la tua testa si comprano pesce, olive e jamón. E sull'altra riva, proprio di fronte, Eduardo Chillida ha posato nel 1992 il suo Monumento a la Tolerancia. Due rive, due parole: Inquisizione e Tolleranza.

Risali il vicolo, attraversa la Plaza del Altozano e sali sul ponte di ferro: ti aspetta l'ultima vista, forse la più bella.

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