Patio de Banderas e il Callejón de la Judería

Why is it significant?

Ti trovi in una piazza rettangolare chiusa su tutti i lati da facciate bianche e ocra, con file di aranci e una fontana al centro. Ci si entra solo da passaggi stretti, come in un cortile privato.

Key Facts

PlacePatio de Banderas e il Callejón de la Judería
AddressPatio de Banderas, 41004 Sevilla, Spain
Geo Coordinates37.38480, -5.99130
Part of WalkSiviglia sacra e regale: dalla prima moschea alla Cattedrale, dall'Alcázar ai vicoli di Santa Cruz
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Ti trovi in una piazza rettangolare chiusa su tutti i lati da facciate bianche e ocra, con file di aranci e una fontana al centro. Ci si entra solo da passaggi stretti, come in un cortile privato. E dal lato giusto, guardando verso nord attraverso l'arco, la Giralda appare incorniciata come in una cartolina.

Il nome, si dice, viene dalle bandiere che si issavano quando il re era presente nell'Alcázar. In origine questo era uno spazio interno della fortezza, una piazza d'armi dove si radunavano le guardie. Quando la corte era a Siviglia, sulle mura sventolavano gli stendardi, e chi passava in Plaza del Triunfo capiva subito che il re era in casa. Le case intorno sono più recenti, ma la forma della piazza, chiusa e protetta, è antichissima.

Sotto i tuoi piedi gli archeologi hanno trovato una storia a strati: resti di edifici di epoca romana, poi tracce delle prime costruzioni islamiche, quando l'Alcázar non era ancora il complesso che conosci. A Siviglia funziona così: ogni volta che si scava una buca, la città risponde con qualche secolo in più del previsto. Sotto ogni piazza di Siviglia c'è un'altra Siviglia, e sotto quella un'altra ancora.

Esci dall'angolo opposto all'arco, nel Callejón de la Judería: un passaggio coperto che fa due curve secche, stretto contro il muro dell'Alcázar. Era una delle porte del quartiere ebraico, una delle comunità più grandi della Castiglia. Nel 1391 le prediche dell'arcidiacono Ferrán Martínez scatenarono un pogrom che devastò il quartiere e fece moltissime vittime; le cronache parlano di centinaia, forse migliaia di morti. Le sinagoghe furono trasformate in chiese, e nel 1492 arrivò l'espulsione definitiva degli ebrei che non si erano convertiti.

Segui il passaggio con le sue curve a gomito, pensate per essere difese più che per essere comode, fino a Calle Vida. Poi imbocca il Callejón del Agua, il vicolo che corre lungo le mura.

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