Archivo de Indias: la borsa dei mercanti e il fiorentino Vespucci
Why is it significant?
Questo palazzo severo, quadrato, con le finestre allineate come soldati e le balaustre sul tetto, sembra capitato a Siviglia per sbaglio, in mezzo a tanto gotico e tanto barocco. In effetti ha un padre illustre e lontano: Juan de Herrera, l'architetto dell'Escorial di Filippo II.
Key Facts
| Place | Archivo de Indias: la borsa dei mercanti e il fiorentino Vespucci |
|---|---|
| Address | Avenida de la Constitución 3, 41004 Sevilla, Spain |
| Geo Coordinates | 37.38460, -5.99320 |
| Part of Walk | Siviglia sacra e regale: dalla prima moschea alla Cattedrale, dall'Alcázar ai vicoli di Santa Cruz |
| Generated | Generated |
Questo palazzo severo, quadrato, con le finestre allineate come soldati e le balaustre sul tetto, sembra capitato a Siviglia per sbaglio, in mezzo a tanto gotico e tanto barocco. In effetti ha un padre illustre e lontano: Juan de Herrera, l'architetto dell'Escorial di Filippo II.
Fu costruito tra il 1584 e il 1598 come Casa Lonja, la borsa dei mercanti. Il motivo è quasi comico. Fino ad allora mercanti e banchieri, con i genovesi in prima fila, trattavano i loro affari sui gradini della Cattedrale, e quando pioveva entravano direttamente in chiesa, contando monete tra le cappelle. L'arcivescovo protestò con il re, e il re fece costruire per loro un palazzo tutto nuovo, a pochi passi dall'altare.
Nel 1785 Carlo III decise di riunire qui i documenti dell'impero spagnolo in America e in Asia. Oggi sono circa ottanta milioni di pagine, in più di quarantamila fasci: mappe, lettere, diari di bordo, processi, registri di navi. È la memoria della conquista, con le sue meraviglie e le sue violenze, compresi i contratti e le licenze con cui la corona autorizzava e tassava la tratta degli schiavi africani.
Tra queste carte c'è anche un fiorentino. Amerigo Vespucci arrivò a Siviglia all'inizio degli anni Novanta del Quattrocento come agente di mercanti della sua città, lavorò all'allestimento delle flotte, si sposò e non se ne andò più. Nel 1508 la Casa de Contratación, l'ufficio che controllava tutto il traffico con le Americhe, lo nominò piloto mayor: doveva esaminare i piloti e curare la carta nautica ufficiale. Morì a Siviglia nel 1512... e il suo nome, ironia della storia, era già stato scritto da altri su un continente intero.
Ora attraversa la Plaza del Triunfo verso le mura merlate color ocra e il portale con il leone di ceramica: è l'ingresso del Real Alcázar. Dentro, punta dritto al palazzo di Pietro I, oltre il Patio de la Montería.