Pabellón Real: il padiglione del re

Why is it significant?

Il terzo padiglione della piazza sembra un piccolo palazzo gotico: finestre con archi ricurvi, pinnacoli, stemmi, decorazioni di pietra e ceramica lavorate come un merletto. È il Pabellón Real, il padiglione del re, e anche il più scenografico dei tre.

Key Facts

PlacePabellón Real: il padiglione del re
AddressPlaza de América, Parque de María Luisa, 41013 Sevilla, Spain
Geo Coordinates37.37200, -5.98630
Part of WalkSiviglia in fiore: Plaza de España, il Parco di María Luisa e il sogno dell'Esposizione del 1929
GeneratedGenerated

Open the walk

Il terzo padiglione della piazza sembra un piccolo palazzo gotico: finestre con archi ricurvi, pinnacoli, stemmi, decorazioni di pietra e ceramica lavorate come un merletto. È il Pabellón Real, il padiglione del re, e anche il più scenografico dei tre. Gira intorno all'edificio: ogni facciata ha le sue decorazioni, e la luce del pomeriggio fa brillare le ceramiche come gioielli.

Aníbal González lo disegnò in stile gotico isabellino, quello dell'epoca dei Re Cattolici, gli anni di Colombo e della scoperta dell'America. Durante l'Esposizione doveva accogliere la famiglia reale e i ricevimenti ufficiali: un salotto di rappresentanza per un re, Alfonso XIII, che voleva riavvicinare la Spagna alle repubbliche americane, un tempo sue colonie. La scelta dello stile non era casuale: il gotico isabellino è il linguaggio del 1492.

L'Esposizione Iberoamericana fu un sogno enorme e costosissimo. Siviglia la preparò per quasi vent'anni: i primi progetti risalgono agli anni intorno al 1910, poi vennero la Prima guerra mondiale, i rinvii, i cambi di direzione. Quando finalmente aprì, nel maggio del 1929, pochi mesi dopo il mondo intero precipitò nella crisi seguita al crollo di Wall Street. Parteciparono paesi dell'America Latina, gli Stati Uniti e il Portogallo, ognuno con il suo padiglione, e molti di quegli edifici esistono ancora nei viali a sud del parco, trasformati in consolati, uffici e scuole. La città rimase con pesanti debiti... ma anche con questi edifici, il parco e una nuova forma urbana.

Fermati un momento sui dettagli in ceramica. Per l'Esposizione le botteghe di azulejos di Triana, dall'altra parte del fiume, lavorarono a pieno ritmo per decorare padiglioni, panchine, fontane e lampioni, e molte tecniche tradizionali ebbero una seconda giovinezza proprio grazie a quei cantieri. Ogni piastrella che vedi in questo parco è anche il lavoro di un artigiano senza nome.

Ora risali il parco verso nord-est, lungo il viale alberato, finché tra gli alberi non vedi spuntare due torri altissime: è Plaza de España.

Nearby stories